Liberarsi degli oggetti inutilizzati può modificare la percezione degli ambienti e rendere più semplici le attività quotidiane. Il decluttering consiste nella selezione di ciò che è superfluo, con l’obiettivo di recuperare spazio e funzionalità senza trasformare il riordino in un’attività frenetica.
Che cos’è e da dove partire
Il termine indica il processo con cui si eliminano dalla propria abitazione gli oggetti che non vengono più usati, che non hanno una funzione reale o che occupano spazio senza una motivazione precisa. Non si tratta di possedere il minor numero possibile di beni, ma di costruire ambienti nei quali ogni elemento abbia una collocazione e una ragione per essere conservato.
Il disordine nasce spesso da un accumulo graduale: cassetti riempiti nel corso degli anni, armadi con abiti mai più indossati, dispense sovraccariche e ripostigli utilizzati come depositi. Quando manca una selezione periodica, anche gli spazi più ampi possono apparire stretti e poco organizzati. La prima domanda da porsi è quindi se un oggetto venga ancora utilizzato. In caso contrario, occorre valutarne l’eventuale valore affettivo, pratico o futuro.
Prima di iniziare è utile scegliere una stanza o una categoria di oggetti, evitando di affrontare contemporaneamente l’intera abitazione. Gli elementi possono essere suddivisi in tre gruppi: quelli da conservare, quelli da donare e quelli da eliminare. Se il materiale da allontanare è consistente, è opportuno predisporre contenitori o sacchi di dimensioni adeguate e separare i diversi materiali. Prima di gettare qualsiasi cosa, bisogna comunque verificare le modalità di raccolta stabilite dal Comune, perché non tutti i rifiuti seguono lo stesso percorso.
Selezionare, organizzare e concludere
Il percorso può essere articolato in tre passaggi. Il primo è la selezione, da svolgere su una stanza o su una tipologia di oggetti alla volta. Il secondo riguarda l’organizzazione: ciò che resta deve avere un posto preciso, facilmente accessibile e coerente con la frequenza d’uso. Il terzo consiste nel completare rapidamente donazioni e smaltimento, evitando di lasciare per giorni scatole e sacchi negli ambienti.
La fase successiva riguarda il mantenimento dell’ordine. Prima di acquistare qualcosa di nuovo è utile chiedersi dove verrà conservato e quanto verrà utilizzato. Questa semplice verifica aiuta a contenere gli acquisti impulsivi e a non ricreare le condizioni che hanno portato all’accumulo. Anche il principio secondo cui ogni cosa deve avere il proprio posto consente di mantenere più funzionali le superfici e gli spazi di uso quotidiano.
Riporre un oggetto subito dopo averlo utilizzato richiede pochi secondi e riduce il disordine causato da documenti, vestiti, prodotti per la casa e piccoli accessori lasciati in stanze diverse. Non è necessario aspettare anni per intervenire di nuovo: le esigenze cambiano, arrivano nuovi beni e altri diventano inutili. Una revisione periodica, svolta con gradualità, permette di gestire gli ambienti senza concentrare il lavoro in un’unica sessione.