Nazionale

Cucchi denuncia le condizioni nei Centri di rimpatrio

Il filmato documenta disperazione e ricorso a psicofarmaci, mentre la parlamentare sollecita un confronto sulle strutture

Cucchi denuncia le condizioni nei Centri di rimpatrio

Ilaria Cucchi ha pubblicato sui propri canali social una video-testimonianza raccolta all’interno dei Centri di permanenza per il rimpatrio, le strutture nelle quali vengono trattenute persone straniere in attesa di essere rimpatriate.

Il documento è accompagnato da una denuncia sulle condizioni di vita nei centri e sulla gestione della disperazione di chi vi è rinchiuso.

Nel post, la senatrice definisce i Cpr luoghi simili a gabbie, sostenendo che nella maggior parte dei casi le persone trattenute non abbiano commesso reati gravi e, talvolta, non abbiano commesso alcun reato. Secondo Cucchi, l’elemento sufficiente per la detenzione amministrativa sarebbe la condizione di irregolarità, mentre la permanenza potrebbe protrarsi senza che gli interessati sappiano con certezza quanto durerà.

La denuncia sull’uso degli psicofarmaci

Il punto centrale della testimonianza riguarda la gestione delle situazioni di forte sofferenza psicologica. Cucchi scrive che, all’interno dei centri, la disperazione verrebbe affrontata anche attraverso gli psicofarmaci, non soltanto con finalità terapeutiche ma, secondo la sua ricostruzione, per contenere il rischio di crisi legato alla reclusione e alle condizioni di vita.

La senatrice collega questa denuncia a segnalazioni che, afferma, sarebbero state diffuse negli anni da associazioni, medici e giornalisti. Il testo del post non indica nel dettaglio quali strutture siano state visitate né fornisce elementi individuali sulle persone riprese nel filmato, ma presenta le immagini come una documentazione delle condizioni estreme che si vivrebbero nei Cpr.

Il confronto politico

Nel messaggio, Cucchi rivolge quindi un appello a chi sostiene l’esistenza dei Centri di permanenza per il rimpatrio. La senatrice chiede ai difensori del sistema di esporsi pubblicamente e di confrontarsi con le immagini raccolte, contestando la possibilità di trattenere persone in luoghi descritti come privi di prospettive.

La video-testimonianza si inserisce così nel dibattito sulle modalità di trattenimento dei migranti irregolari e sul rapporto tra sicurezza, rimpatri e tutela dei diritti fondamentali. Il contenuto diffuso dalla senatrice riporta la sua posizione e le sue accuse sulle condizioni interne ai centri; nel materiale fornito non sono presenti repliche delle autorità responsabili delle strutture né dati ufficiali di confronto.