Nel messaggio dedicato all’inizio dell’anno scolastico, Matteo Zuppi, cardinale e arcivescovo, presidente della Conferenza episcopale italiana, richiama il valore della scuola come spazio aperto e capace di accogliere ogni persona. Le parole del cardinale si inseriscono nel dibattito sul tetto alla presenza degli studenti stranieri nelle classi, richiamato dal titolo dell’intervento, con un appello a evitare ogni forma di esclusione.
Una comunità fondata sulla fiducia
Zuppi non si limita ad augurare alle scuole risultati positivi. Il suo auspicio è che possano diventare comunità capaci di generare fiducia, passione e responsabilità, nelle quali nessuno si senta messo ai margini. L’istituzione scolastica viene descritta come un luogo di crescita condivisa, dove la dimensione educativa riguarda non soltanto le competenze, ma anche le relazioni tra le persone.
Nel messaggio viene inoltre sottolineata la necessità di mantenere la tecnologia al servizio dell’individuo, e non il contrario. La scuola, secondo il presidente della Cei, dovrebbe essere un ambiente in cui gli strumenti digitali sostengono l’apprendimento senza sostituire la centralità della persona e il rapporto diretto tra studenti e insegnanti.
Il tempo dell’ascolto e del confronto
Tra gli elementi indicati da Zuppi ci sono il tempo lento dell’ascolto, dello studio e della meraviglia. A questi aggiunge il confronto autentico, considerato una condizione necessaria per la crescita della libertà interiore. Il richiamo è rivolto a un percorso scolastico che non sia scandito soltanto dalla rapidità e dalla ricerca del risultato, ma lasci spazio alla riflessione e alla maturazione.
La scuola viene infine definita un cantiere decisivo del futuro comune. Con questa immagine, il cardinale ribadisce la funzione dell’educazione nella costruzione della convivenza e invita a considerare gli istituti scolastici non come luoghi da attraversare rapidamente, ma come comunità nelle quali si formano responsabilità, consapevolezza e capacità di vivere insieme.