Arezzo (AR)

Unoaerre inaugura a San Zeno il nuovo stabilimento Unoglam

Gruppo aretino orientato alla diversificazione; l’energia necessaria all’avvio resta ancora assente nel capannone.

Il futuro produttivo di Unoaerre passa dal nuovo impianto di San Zeno, ad Arezzo, inaugurato nel giorno delle celebrazioni per il centenario del gruppo. La struttura ospita Unoglam, società dedicata alla produzione di alta bigiotteria, catene e accessori metallici destinati ai comparti della moda e del lusso. L’investimento punta a diversificare le attività, separando le lavorazioni dei metalli non preziosi da quelle dell’oro, ma mantenendo nel territorio aretino il principale polo produttivo.

La nuova fabbrica, realizzata di fronte allo stabilimento storico, occupa circa 4.800 metri quadrati. Al suo interno sono state trasferite le attività della divisione moda, nata nel 1968 e diventata autonoma nel 2024. Unoglam realizza catene in ottone, bijoux e componenti metallici per pelletteria, calzature e abbigliamento, destinati anche a grandi marchi internazionali. Il patrimonio produttivo comprende oltre mille modelli di catena e competenze sviluppate in decenni di attività.

L’allaccio elettrico ancora atteso

Il progetto, tuttavia, non è ancora pienamente operativo. L’edificio attende da diversi mesi l’allaccio dell’energia elettrica, necessario per avviare la produzione. Nel suo intervento, la presidente di Unoaerre Maria Cristina Squarcialupi ha sottolineato le difficoltà incontrate: “Sono diversi mesi che aspettiamo, chi fa impresa merita rispetto e attenzione”. Una serie di ostacoli burocratici legati allo spostamento di una cabina elettrica a San Zeno ha rallentato il completamento dell’operazione. La previsione indicata durante la cerimonia è di riuscire a fornire energia al capannone entro la fine dell’anno.

Il fabbricato è stato progettato secondo criteri di efficienza energetica e sostenibilità, con l’obiettivo di ottenere la certificazione Leed Silver. Sono presenti un impianto fotovoltaico da circa 140 kilowatt, pompe di calore, sistemi intelligenti per la gestione degli impianti, dispositivi per il recupero delle acque piovane e altre soluzioni per ridurre l’impatto ambientale.

La storia e le prospettive del gruppo

Durante la giornata è stata ripercorsa la storia dell’azienda, fondata nel 1926 da Carlo Zucchi e Leopoldo Gori e acquisita dalla famiglia Squarcialupi nel 2012. Maria Cristina Squarcialupi ha ricordato il percorso compiuto dal gruppo, passato da una fase di profonda crisi a una posizione di rilievo nel settore: “Quando nel 2012 mio padre ha rilevato l’azienda, era una struttura in profonda crisi. Oggi è sana, sta bene ed è leader a livello nazionale e internazionale”.

Il gruppo ha chiuso il 2025 con ricavi superiori a 280 milioni di euro e guarda con fiducia all’anno in corso, nonostante la fase complessa attraversata dall’oreficeria. “Crediamo molto in questa nuova scommessa, vogliamo andare avanti nonostante le difficoltà del mercato”, ha dichiarato Andrea Squarcialupi, presidente di Chimet.

All’inaugurazione hanno partecipato, insieme alla famiglia Squarcialupi, il sottosegretario agli Interni Emanuele Prisco, il prefetto Fabrizio Stelo, il questore Cristiano Tatarelli, il sindaco Marcello Comanducci, gli assessori regionali Leonardo Marras e Filippo Boni e i consiglieri regionali toscani Roberta Casini e Gabriele Veneri. Il nuovo impianto rappresenta così il punto di partenza di una strategia orientata alla crescita e alla ricerca di nuovi mercati, con l’obiettivo di continuare a produrre ad Arezzo attraverso due spazi distinti e complementari.