Pistoia, 20 settembre 2026 – Le famiglie della provincia sono sempre più esposte sul fronte del credito al consumo. Secondo i dati riportati nell’analisi dell’ufficio studi della Cgia di Mestre, l’indebitamento medio verso banche e finanziarie ha raggiunto 8.168 euro per nucleo familiare. Il valore colloca Pistoia al quarto posto in Italia, alle spalle di Siracusa, Massa-Carrara e Lodi.
Il quadro è aggravato dall’andamento dell’ultimo anno: i prestiti richiesti dalle famiglie pistoiesi sono aumentati del 7,1%, una delle variazioni più elevate registrate a livello nazionale, pari a quella rilevata nella provincia di Ravenna. L’incremento riflette le difficoltà di molti nuclei nel sostenere le spese ordinarie, in un contesto caratterizzato dall’aumento dei prezzi e dalla riduzione del potere d’acquisto.
Le cause dell’indebitamento
Daniele Gioffredi, segretario generale della Cgil Prato-Pistoia, considera i numeri coerenti con la situazione economica del territorio. Nel biennio 2024-2025, ha spiegato, la crescita dei consumi è risultata sbilanciata rispetto alla tenuta dei redditi. Di conseguenza, le famiglie hanno iniziato a utilizzare i risparmi, quando disponibili, oppure a ricorrere a finanziamenti bancari per affrontare le necessità quotidiane.
Tra i fattori indicati ci sono la contrazione del potere d’acquisto, il progressivo aumento del costo della vita, la precarietà occupazionale e l’inflazione. Pistoia, secondo Gioffredi, è una delle province toscane con i redditi più bassi e si colloca nella seconda metà della graduatoria nazionale. L’incremento medio dei prezzi avrebbe prodotto per le famiglie pistoiesi un aggravio stimato in circa 800 euro.
Il ricorso al credito non riguarda soltanto acquisti rinviabili o beni durevoli. In diversi casi, i prestiti servono a sostenere spese essenziali, comprese quelle sanitarie e scolastiche, quando le entrate mensili non sono sufficienti a coprire tutti gli impegni. Il rischio segnalato dalla Cgil è quello di un progressivo sovraindebitamento, con rate che incidono sempre di più sui bilanci familiari.
Il confronto con il resto d’Italia
Il fenomeno non è limitato al territorio pistoiese. La Cgia stima che nel 2025 il credito al consumo erogato da banche e finanziarie alle famiglie italiane abbia sfiorato i 178 miliardi di euro. A livello regionale, il valore medio più alto è stato registrato in Umbria, con 7.514 euro per famiglia, seguita dalla Toscana con 7.399 euro e dalla Sicilia con 7.383 euro.
All’estremo opposto si trovano il Friuli Venezia Giulia, con 5.845 euro, la Basilicata, con 5.536 euro, e il Trentino-Alto Adige, con 3.824 euro. La media nazionale si è attestata a 6.657 euro, in aumento del 4,9% rispetto all’anno precedente.
Secondo l’analisi della Cgia, l’aumento dell’indebitamento può avere effetti diversi sull’economia. Un maggiore accesso al credito può sostenere i consumi e contribuire alla crescita, ma diventa un segnale di fragilità quando il debito cresce più rapidamente degli stipendi. In quel caso, il ricorso a prestiti e carte di credito non finanzia soltanto nuovi acquisti, ma diventa uno strumento per arrivare alla fine del mese.