Sabato 19 settembre, nel tardo pomeriggio, i partecipanti al campeggio organizzato da Resistenze Spaziali sono entrati nell’ex Caserma Sani, in via Parri, nel quartiere Navile di Bologna. All’interno del complesso proseguiranno le attività previste dall’iniziativa, tra momenti di confronto, una cena sociale, concerti e il pernottamento nell’area.
Il collettivo rivendica da tempo la destinazione dei circa dieci ettari dell’ex struttura militare a bene comune e contesta le ipotesi di trasformazione urbanistica avanzate negli anni per l’area, di proprietà di Cassa Depositi e Prestiti. Secondo gli attivisti, uno dei progetti avrebbe previsto l’abbattimento di 391 alberi e la costruzione di edifici residenziali e commerciali in una zona già caratterizzata da un’elevata congestione.
La proposta elaborata dal collettivo
Durante il campeggio si è svolta una passeggiata tra gli edifici e le aree verdi dell’ex caserma. Nel corso del percorso, Resistenze Spaziali ha illustrato il progetto sviluppato nei mesi precedenti attraverso attività di progettazione autogestita e il confronto con il quartiere. La proposta è stata elaborata anche con il contributo di persone esperte nella gestione del verde urbano e nel fitorisanamento dei terreni.
Al centro del piano ci sono la tutela del bosco cresciuto spontaneamente nell’area, il recupero degli edifici storici e la realizzazione di funzioni pubbliche. Gli organizzatori sostengono che si tratti, al momento, dell’unica proposta concreta per il futuro del complesso. Il collettivo critica inoltre l’ipotesi di collegare la valorizzazione dell’ex caserma allo sviluppo del vicino Tecnopolo e del cosiddetto distretto Tek.
Le critiche alle scelte urbanistiche
Gli attivisti sottolineano che il piano urbanistico indicato negli anni è scaduto nel giugno 2026 senza trovare un soggetto attuatore. Resistenze Spaziali contesta però anche l’atteggiamento dell’amministrazione comunale, accusata di continuare a considerare progetti abitativi legati allo sviluppo del distretto Tek senza un adeguato confronto con le esigenze del quartiere.
Secondo il collettivo, le decisioni assunte negli ultimi trent’anni non avrebbero prodotto risultati e avrebbero lasciato inutilizzato uno spazio considerato di interesse pubblico. Gli organizzatori definiscono il bosco urbano presente nell’area un possibile rifugio climatico e sostengono che il progetto di fitorisanamento possa contribuire a preservarlo.
La due giorni proseguirà con le attività serali e si concluderà domenica con una biciclettata. Al termine dell’iniziativa, i partecipanti lasceranno l’ex caserma. Per gli attivisti, l’ingresso temporaneo nel complesso ha avuto anche un valore simbolico: mostrare alla cittadinanza le potenzialità degli edifici storici e del verde esistente, rilanciando l’idea di uno spazio destinato a funzioni pubbliche e definito attraverso il confronto con il territorio.