La procedura per la valutazione ambientale del progetto di Ampugnano non sarebbe ancora partita. A sostenerlo è il Comitato AmpugnaNo, secondo cui Enac Servizi non avrebbe ancora risposto alle richieste di integrazione presentate dagli enti coinvolti nell’esame del piano di ottimizzazione dello scalo.
La presidente del comitato, Maria Rosa Mariani, afferma che la documentazione non sarebbe stata integrata neppure nei confronti del ministero chiamato a stabilire l’eventuale assoggettabilità del progetto alla Valutazione di impatto ambientale. Per questa ragione, il gruppo ritiene che la procedura non sia ancora formalmente iniziata e mette in dubbio l’avvio delle gare: secondo il comitato, non partirebbero né a settembre né nei mesi successivi.
Le contestazioni sulla documentazione
Nel merito degli atti, il Comitato AmpugnaNo segnala presunte discrepanze nei dati relativi alle volumetrie degli edifici e contesta le distanze indicate rispetto ai siti protetti della Montagnola Senese e dell’Alta Val di Merse. Tra gli elementi ritenuti carenti viene indicato anche il calcolo delle emissioni di anidride carbonica legate ai movimenti degli aeromobili.
In una nota, il comitato stima un consumo di circa 500 chilogrammi di carburante per le operazioni di decollo e atterraggio sotto i 900 metri di quota, comprese le fasi a terra e di rullaggio. Applicando questa stima a un’ipotesi di 10.500 voli l’anno, il gruppo arriva a calcolare circa 18mila tonnellate di anidride carbonica. Si tratta di valutazioni elaborate dal comitato, che chiede siano inserite nel progetto analisi ritenute più precise sull’impatto ambientale dello scalo.
Pannelli fotovoltaici e sostenibilità economica
Un altro capitolo riguarda i 20 ettari di pannelli fotovoltaici che, secondo l’associazione Ampugnano per la salvaguardia del territorio, non sarebbero presenti nella documentazione. La presidente Simonetta Pepi precisa che l’associazione non è contraria alle energie rinnovabili, ma contesta l’uso di grandi impianti quando i benefici economici, a suo giudizio, ricadrebbero soprattutto sulle società che li gestiscono e non direttamente sui cittadini.
Tra le criticità indicate figura inoltre l’assenza di un business plan complessivo. Il comitato chiede una pianificazione capace di chiarire gli aspetti strategici ed economici dell’intervento, dal piano di ammortamento al raggiungimento del punto di pareggio, fino al personale previsto nello scalo e alle misure per la sicurezza.
Guido Badalamenti contesta anche l’impostazione attribuita al progetto sul tema dell’utenza. A suo giudizio, la richiesta di voli diretti da parte dei cosiddetti passeggeri ad alta capacità di spesa non coinciderebbe con le esigenze dei senesi, che avrebbero invece bisogno di collegamenti rapidi con gli aeroporti di Pisa, Firenze o Perugia.
Nelle ultime settimane i rappresentanti del comitato hanno incontrato consiglieri regionali sia di maggioranza sia di opposizione. L’obiettivo dichiarato è promuovere il trasferimento alla Regione dell’area demaniale di Ampugnano e l’avvio di un percorso partecipativo che coinvolga tutti i soggetti interessati al futuro dello scalo.