Un tavolo tecnico nazionale dedicato all’oreficeria sarà istituito all’interno del Tavolo della moda. L’impegno è stato annunciato ad Arezzo dal ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso, intervenuto all’inaugurazione del nuovo stabilimento Unoaerre a San Zeno. L’organismo avrà il compito di raccogliere le esigenze delle aziende e di individuare misure per sostenere crescita, innovazione e competitività del comparto.
Le misure per le imprese
Il nuovo confronto dovrà affrontare la crisi che sta interessando una filiera considerata strategica per il Made in Italy. Tra le difficoltà indicate figurano la contrazione dei volumi, il prezzo dell’oro ai massimi storici, i costi energetici e l’incertezza legata ai mercati internazionali. Urso ha spiegato che il tavolo sarà operativo già nei prossimi giorni per esaminare gli strumenti destinati agli investimenti e al rilancio del settore.
Tra le possibilità citate dal ministro ci sono i contratti e mini contratti di sviluppo, ritenuti più adatti alle piccole e medie imprese artigianali della filiera, oltre agli accordi di innovazione e al credito d’imposta. L’obiettivo è accompagnare le aziende nei processi di ammodernamento, favorire l’introduzione di nuove tecnologie e rafforzare la capacità di competere sui mercati esteri.
Il nodo dell’occupazione
Nel confronto rientrerà anche la tenuta dei livelli occupazionali. Il ministero delle Imprese e del Made in Italy intende lavorare insieme al ministero del Lavoro su misure specifiche per superare la fase di difficoltà, compreso il ricorso agli ammortizzatori sociali. Urso ha richiamato in particolare la cassa integrazione già attivata oltre un anno fa durante una precedente crisi del settore della moda, indicando nella tutela della piena occupazione una condizione per consentire alle imprese di continuare a investire.
Il comparto orafo italiano, fortemente orientato all’export, si trova così a dover gestire una fase complessa. Nel distretto aretino il valore delle esportazioni può mantenersi elevato anche mentre diminuisce la quantità di prodotto, a causa dell’aumento del costo della materia prima e delle spese di produzione. Per le imprese la sfida consiste nel continuare a investire in tecnologia, efficienza e nuovi mercati nonostante una congiuntura che rende più difficile sostenere i processi di sviluppo.