La riapertura della palestra Ascari di Casinalbo, ristrutturata con un investimento di quasi 2 milioni di euro, non ha consentito alla società pallavolistica Pgs Fides di riportare in sede tutti i propri allenamenti. Oltre 300 atleti, in gran parte bambini e adolescenti, continuano infatti a spostarsi tra gli impianti di Magreta e Baggiovara. A sollevare la questione è un gruppo di genitori, che ha raccolto 340 firme in una petizione indirizzata al Comune e, secondo quanto riferito dagli stessi firmatari, rimasta senza una risposta ritenuta soddisfacente.
La Pgs Fides opera a Casinalbo da oltre mezzo secolo e rappresenta una delle realtà sportive storiche della frazione. Durante i lavori di ristrutturazione dell’impianto, gli iscritti avevano già dovuto trascorrere più di una stagione sportiva in strutture esterne. Con la conclusione dell’intervento, famiglie e atleti si aspettavano di poter tornare a utilizzare la palestra di riferimento. La nuova organizzazione degli spazi, tuttavia, avrebbe lasciato alla società soltanto fasce orarie difficilmente compatibili con gli impegni scolastici e con l’età dei praticanti.
Orari e spazi contestati
Nel documento sottoscritto dai genitori, il problema principale riguarda la concreta utilizzabilità delle ore assegnate alla Pgs Fides nella struttura rinnovata. Una disponibilità fissata alle 14, osservano, può risultare impraticabile per chi termina le lezioni pochi minuti prima, mentre gli orari serali più avanzati non sarebbero facilmente destinabili con continuità a bambini e ragazzi. Il gruppo contesta quindi una programmazione che, pur risultando formalmente presente nel prospetto, non risponderebbe alle esigenze effettive degli atleti.
La risposta del Comune, secondo la ricostruzione contenuta nella petizione, avrebbe indicato nella palestra Don Milani, sempre a Casinalbo, una possibile alternativa. I genitori sostengono però che l’impianto non disponga di spazi e capienza sufficienti per accogliere più della metà dei ragazzi iscritti. Per questo una parte degli allenamenti resta distribuita fuori frazione, con trasferimenti che incidono sull’organizzazione delle famiglie e sulla possibilità per i giovani di praticare attività sportiva vicino a casa.
Il confronto sui criteri di assegnazione
La contestazione riguarda anche il bando utilizzato per assegnare gli spazi degli impianti pubblici. I firmatari ritengono che il criterio della multifunzionalità abbia avuto un peso eccessivo, penalizzando una società con un numero elevato di iscritti e una lunga presenza sul territorio. Nel testo chiedono di chiarire quale sia stata la logica adottata e come siano state valutate la consistenza numerica, l’età degli atleti, il radicamento della società e la disciplina praticata.
Un ulteriore interrogativo riguarda la provenienza degli utenti che utilizzeranno la palestra Ascari e la ricaduta concreta dell’investimento sui ragazzi di Casinalbo. I genitori chiedono di sapere quanti atleti siano residenti nella frazione o nel Comune di Formigine e contestano il fatto che proprio i giovani del territorio debbano continuare a spostarsi altrove. La richiesta, precisano, non è l’assegnazione di privilegi, ma l’introduzione di criteri che tengano conto della reale fruibilità degli orari e della possibilità di garantire alle fasce più giovani una pratica sportiva vicino alla propria comunità.