Marche

Caccia, la Lac contesta i dati sui praticanti nelle Marche

L’associazione ambientalista sostiene che il conteggio regionale includa più volte gli stessi iscritti e valuta una segnalazione alla Corte dei Conti

La Lega Abolizione Caccia contesta il numero ufficiale dei cacciatori residenti nelle Marche, sostenendo che un aggiornamento della Regione abbia quasi raddoppiato il dato attraverso un diverso metodo di conteggio. La denuncia arriva alla vigilia dell’apertura ufficiale della stagione venatoria 2026/2027, prevista nella regione dopo le giornate di pre-apertura iniziate il 5 settembre.

Secondo la LAC, l’indagine condotta a livello nazionale attraverso richieste di accesso agli atti presentate alle amministrazioni regionali avrebbe rilevato una diminuzione costante dei cacciatori italiani. Il numero complessivo, riferito dall’associazione, sarebbe passato dai circa 760mila della stagione 2006/2007 ai 429.484 della stagione 2025/2026, con una riduzione del 43,51 per cento.

Il confronto sui conteggi regionali

La situazione più marcata, sempre secondo la ricostruzione della LAC, riguarderebbe le Marche. I cacciatori sarebbero scesi dai 33.002 del 2007 ai 7.927 attuali, con una contrazione indicata nel 76 per cento. Il dato era stato trasmesso dall’Ufficio caccia regionale all’associazione in una comunicazione del giugno scorso.

Dopo le contestazioni sollevate dalle associazioni venatorie, riferisce ancora la LAC, il dirigente dell’Ufficio caccia Michelini avrebbe inviato una nuova comunicazione tramite posta certificata, correggendo il numero e portandolo a 15.869. La modifica sarebbe stata motivata da un errore materiale legato a dati ereditati dalle precedenti stagioni. La questione è approdata anche in Consiglio regionale, con un’interrogazione presentata dal consigliere di Europa Verde Andrea Nobili.

L’ipotesi delle doppie iscrizioni

La LAC sostiene che il secondo conteggio derivi dalla somma degli iscritti agli otto Ambiti territoriali di caccia presenti nelle Marche. Un singolo cacciatore, secondo l’associazione, può iscriversi contemporaneamente a più ambiti, anche fuori da quello di residenza, pagando le relative quote. In questo modo la stessa persona potrebbe essere conteggiata più volte, facendo apparire il totale superiore al numero effettivo dei residenti.

L’associazione aggiunge che nella cifra di 15.869 potrebbero essere compresi anche cacciatori della Repubblica di San Marino, autorizzati a iscriversi agli ambiti della provincia di Pesaro e Urbino in base a un protocollo rinnovato nell’agosto scorso dall’assessore regionale alla caccia Bugaro e dal Segretario di Stato sammarinese.

La LAC considera la vicenda legata ad atti amministrativi ufficiali e annuncia di voler valutare una segnalazione alla Corte dei Conti. Nel comunicato, l’associazione collega inoltre l’avvio della stagione alle condizioni ambientali delle ultime settimane, citando caldo e siccità e sostenendo che la scarsità d’acqua avrebbe concentrato la fauna selvatica in poche aree, rendendola più esposta durante la pre-apertura.