La partita per l’individuazione del sito destinato a ospitare il termovalorizzatore regionale coinvolge anche il Fermano. Il tema è stato affrontato durante una riunione in Regione con le cinque Ata Rifiuti, gli organismi territoriali chiamati a partecipare alla verifica delle aree potenzialmente idonee. Per la provincia di Fermo era presente il vicepresidente Giorgio Marcotulli.
Il gruppo di lavoro
Secondo quanto previsto dal piano regionale, entro 90 giorni dall’approvazione, avvenuta alla fine di luglio, dovrà iniziare l’attività del gruppo di lavoro incaricato di verificare, nelle diverse province, l’esistenza di aree compatibili con la realizzazione dell’impianto.
L’obiettivo indicato al termine dell’incontro è arrivare a una rosa composta da massimo tre opzioni. Su queste aree dovranno poi essere svolte le verifiche necessarie, compresa la Vas, la valutazione ambientale strategica, prima di procedere alla definizione dell’iter per la realizzazione del termovalorizzatore.
Il gruppo sarà formato da un rappresentante per ciascuna Ata e sarà probabilmente coordinato da Ancona. Ne faranno parte anche un componente dell’Arpam e altre figure tecniche. L’Ata Fermo dovrà ora nominare il proprio rappresentante. La scelta potrebbe ricadere su un professionista esterno, perché l’organismo fermano, a differenza delle Ata delle altre province, non dispone di una struttura propria.
I criteri per la scelta
Le aree individuate saranno sottoposte alla valutazione di un soggetto terzo, chiamato a esaminare in modo oggettivo tutti i parametri previsti. La selezione non dipenderà quindi soltanto dalla disponibilità di uno spazio, ma dalla verifica di una serie di condizioni funzionali e territoriali.
Tra i requisiti indicati figurano la possibilità di limitare gli spostamenti dei materiali, la riduzione delle ricadute sociali e l’eventuale recupero di un’area industriale già connessa alle attività produttive. Un ruolo centrale sarà svolto anche dai collegamenti infrastrutturali, considerati un elemento decisivo per valutare la funzionalità della sede.
Il percorso, dunque, prevede una prima ricognizione nelle province, la selezione di un numero ristretto di alternative e successivamente l’esame tecnico e ambientale delle proposte. Per il territorio fermano il prossimo passaggio sarà la designazione del componente dell’Ata che parteciperà ai lavori del gruppo regionale.