Nel Parco della Maremma è stato riaperto l’ultimo tratto dell’itinerario A7, lungo circa 60 metri e affacciato sulla Bocca d’Ombrone. Il percorso, considerato tra quelli di maggiore interesse dell’area protetta, è stato ripristinato con interventi dedicati all’accessibilità e alla fruizione da parte delle persone con disabilità visive.
Mappe sensoriali e capanno d’avvistamento
Il tratto parte dalla storica idrovora di San Paolo, struttura legata alla bonifica della Maremma, e conduce fino a un capanno sensoriale e d’avvistamento intitolato ad Alessia Mori, ricercatrice e appassionata del Parco scomparsa lo scorso anno. L’Unione italiana ciechi e ipovedenti, sezione di Grosseto, ha contribuito al perfezionamento dell’itinerario con la realizzazione di mappe sensoriali.
Nel percorso sono stati installati anche apparati tridimensionali progettati per consentire di comprendere le caratteristiche geografiche dell’area e alcune peculiarità della biodiversità. L’intervento punta quindi a rendere l’itinerario accessibile non solo alle persone ipovedenti, ma anche a chi presenta disabilità temporanee o permanenti.
La riapertura è stata ufficializzata con il taglio del nastro del presidente del Parco, Simone Rusci, insieme alla vicepresidente dell’Unione italiana ciechi e ipovedenti di Grosseto, Cinzia Cottini, agli Amici del parco, ai consiglieri dell’area protetta e al dirigente della Regione Toscana Daniele Visconti.
Il ripristino dopo i danni delle mareggiate
Rusci ha spiegato che il tratto non era stato chiuso per incuria, ma a causa dei danni provocati dalle intemperie e dalle mareggiate, che avevano eroso la parte di accesso al camminamento. Con la conclusione dei lavori, gli ultimi metri dell’itinerario A7 sono tornati percorribili e dotati di strumenti pensati per una visita più inclusiva.
Dalla zona della foce dell’Ombrone è possibile osservare numerose specie di uccelli, tra cui oche selvatiche, anatre, alzavole, codoni, mestoloni e aironi. Secondo quanto riferito dal consigliere del Parco Francesco Pezzo, nell’area protetta sono state avvistate oltre 300 specie di uccelli.
L’intervento è stato cofinanziato dalla Regione Toscana nell’ambito del progetto CamBioVia-Pro, dedicato alla tutela attiva della biodiversità attraverso le comunità e l’economia sostenibile, all’interno del programma Interreg Italia-Francia Marittimo 2021-2027. Il progetto, ha spiegato Visconti, si collega anche alla valorizzazione della transumanza e delle tradizioni legate alla figura del buttero. Tra le ipotesi indicate c’è inoltre la ricerca di finanziamenti per una scuola dei butteri nella zona del Granaio Lorenese.