Il gruppo Gloria Lisi per Rimini torna ad attaccare l’amministrazione comunale sul tema del consumo del suolo e delle nuove costruzioni. Al centro della critica ci sono gli annunci della maggioranza su politiche più orientate alla tutela ambientale e su un nuovo Piano urbanistico generale, indicato come strumento per privilegiare la riqualificazione rispetto all’espansione edilizia.
Secondo il gruppo, il cambio di impostazione sarebbe stato annunciato soltanto in vista delle elezioni del 2027. In un comunicato firmato da Gloria Lisi e Stefano Brunori, viene rivendicata l’opposizione alle nuove palazzine realizzate al posto di villette demolite. La contestazione riguarda soprattutto la coerenza tra le dichiarazioni attuali e le scelte compiute durante gli anni di governo della città.
Le accuse sulla trasformazione urbana
Nel documento, Lisi e Brunori chiedono chi abbia amministrato Rimini negli ultimi cinque anni e chi abbia approvato le delibere relative alla costruzione di nuovi edifici. Il gruppo sostiene che in consiglio comunale non si sia mai levata, dai banchi della maggioranza, una voce contraria a questo tipo di interventi.
Le nuove costruzioni, prosegue la nota, sarebbero state spesso presentate come operazioni di riqualificazione energetica o come occasioni per sviluppare gli edifici in altezza. Il bilancio indicato dal gruppo è però negativo: parcheggi pubblici assenti o insufficienti, strade congestionate e problemi legati allo smog. Si tratta di valutazioni politiche espresse nel comunicato, senza ulteriori dati a sostegno riportati nel testo.
Il richiamo al Palasport Flaminio
Il gruppo collega il dibattito sul nuovo corso urbanistico a un’altra vicenda seguita da tempo, quella della climatizzazione del Palasport Flaminio. Lisi e Brunori affermano che le interrogazioni presentate sul tema non avrebbero ricevuto risposte chiare riguardo al passaggio della struttura dalla Provincia al Comune e sostengono che anche in questo caso gli annunci siano arrivati in prossimità di appuntamenti elettorali.
Da qui l’accusa di una ricerca di consenso e l’appello rivolto direttamente al Partito democratico. Il gruppo chiede che l’eventuale cambiamento di posizione sull’edilizia venga dimostrato nelle decisioni concrete, senza la presentazione in consiglio comunale di nuove delibere per la realizzazione di palazzine. La conclusione del comunicato è che il nuovo corso debba essere verificabile nei fatti e non restare affidato alle sole dichiarazioni.