Il sistema dei gettoni di presenza per i consiglieri comunali potrebbe essere sostituito da un’indennità mensile di funzione. La proposta sarà esaminata alla Camera dei deputati, dove la Commissione competente è chiamata a votare gli emendamenti depositati da Partito Democratico, Lega e Azione. Il passaggio è previsto per martedì 22 settembre e rappresenta un nuovo snodo dell’iter parlamentare.
Le modifiche puntano a superare l’attuale meccanismo, che remunera la partecipazione alle sedute attraverso gettoni collegati alla presenza. Il nuovo trattamento economico sarebbe invece parametrato all’indennità del sindaco e varierebbe in base alla popolazione del Comune. L’ipotesi ha raccolto il sostegno di forze politiche distanti su altri temi, ma convergenti sulla necessità di rivedere le modalità di compenso per chi svolge il mandato consiliare.
Il calcolo previsto per Fermo
La proposta individua diverse fasce demografiche. Per i Comuni fino a mille abitanti il parametro sarebbe del 4% dell’indennità del sindaco, mentre salirebbe all’8% per quelli fino a 15mila abitanti. La percentuale prevista sarebbe del 18% tra 15mila e 50mila residenti, del 22% tra 50mila e 250mila e del 25% per i centri con più di 250mila abitanti.
Fermo rientrerebbe nella fascia compresa tra 15.001 e 50.000 abitanti. Considerando un’indennità lorda mensile del sindaco pari a 9.660 euro, il compenso per ciascun consigliere sarebbe di circa 1.740 euro lordi al mese. Il valore netto, indicato in via orientativa e dipendente dalla situazione fiscale individuale, si aggirerebbe intorno ai 1.400 euro.
La riduzione in caso di assenza
Il riconoscimento dell’indennità non sarebbe scollegato dalla partecipazione ai lavori del Consiglio. Gli emendamenti prevedono infatti una decurtazione di un ventesimo per ogni assenza non giustificata. La disposizione legherebbe quindi il compenso alla presenza effettiva nelle attività consiliari, introducendo un meccanismo diverso da quello basato esclusivamente sui gettoni.
La misura non è ancora definitiva. Il voto in Commissione dovrà chiarire se la convergenza tra Pd, Lega e Azione si tradurrà in una modifica normativa e quale testo proseguirà l’esame parlamentare. Gli emendamenti possono ancora essere modificati durante l’iter e, allo stato attuale, non esiste una norma approvata.
Il tema ha anche un risvolto politico. Un’indennità potrebbe rafforzare il riconoscimento dell’attività svolta dai consiglieri, soprattutto nei Comuni di maggiori dimensioni, ma alimenta anche il dibattito sul rapporto tra compenso, partecipazione e permanenza nell’incarico elettivo. Sarà il Parlamento a stabilire se e in quale forma il sistema attuale verrà sostituito.