Emilia-Romagna

Emilia-Romagna, campagna contro la sovraesposizione digitale

Famiglie e ragazzi coinvolti da ottobre nei capoluoghi e in 56 Comuni del territorio

La Regione Emilia-Romagna ha lanciato una campagna di sensibilizzazione rivolta a famiglie e ragazzi per richiamare l’attenzione sui possibili effetti di una sovraesposizione a smartphone, social network e altri dispositivi digitali. L’iniziativa, presentata a Reggio Emilia, punta a fornire informazioni e strumenti utili per accompagnare i più giovani nella gestione del rapporto con la tecnologia.

Gli effetti dell’esposizione eccessiva

Tra le conseguenze evidenziate figurano l’alterazione dei ritmi del sonno, l’inibizione delle emozioni e della fantasia e la riduzione del tempo dedicato alle relazioni con gli altri. Il messaggio della campagna è rivolto soprattutto agli adolescenti, ma sottolinea come il problema possa manifestarsi già nei primi anni di vita.

Secondo i dati citati dalla Regione, in Emilia-Romagna l’esposizione agli schermi riguarda già l’11% dei bambini sotto i cinque mesi e il 39% di quelli tra gli 11 e i 15 mesi. La campagna, dal titolo Non ignorare le notifiche più importanti, intende quindi coinvolgere non soltanto i minori, ma anche genitori, educatori, scuola, servizi e comunità scientifica.

La campagna sul territorio

Il progetto prevede affissioni, spot televisivi e online, cartoline, depliant realizzati in otto lingue e una pagina web dedicata. I materiali offriranno indicazioni alle famiglie sulla gestione dei dispositivi e saranno distribuiti in centri per le famiglie, consultori, biblioteche, centri culturali e ricreativi e in altri luoghi frequentati dai più giovani.

La partenza è prevista a ottobre da Bologna, con una successiva estensione ai capoluoghi e a 56 Comuni della regione entro la metà del mese. Nel complesso saranno coinvolti 161 luoghi e verranno distribuiti 300 kit con manifesti, locandine e pieghevoli.

L’iniziativa si inserisce nel percorso avviato con gli Stati generali dell’Infanzia e dell’Adolescenza del 2025, ai quali hanno partecipato famiglie, servizi, scuola, educatori, comunità scientifica e Terzo settore. Nello stesso periodo, la Commissione europea ha adottato il cosiddetto Kids Act, una proposta orientata a rafforzare la sicurezza dei minori online: il testo prevede il divieto di accesso ai social per gli under 13, l’età minima di 15 anni per aprire autonomamente un account e il controllo dei genitori tra i 13 e i 15 anni.