Fermo (FM)

Solgas confluirà in Astea: il progetto approda in Consiglio a Fermo

La proposta assegna una partecipazione minoritaria e punta a preservare sportelli, personale e distribuzione degli utili.

La Prima Commissione del Comune di Fermo ha esaminato il progetto di fusione per incorporazione di Solgas Spa in Astea Energia Spa, operazione che sarà sottoposta al prossimo Consiglio comunale. La società partecipata dell’ente si trova davanti a una scelta legata all’evoluzione del settore e alla necessità di mantenere servizi e presenza sul territorio.

Il percorso arriva dopo la cessione, avvenuta il 30 maggio 2016, del 49% delle quote al Gruppo Gas Rimini. Il progetto di fusione è stato trasmesso da Solgas il 21 luglio e, secondo quanto illustrato dall’Amministrazione, nasce dalle difficoltà incontrate nella conservazione della clientela del gas e dal rallentamento nello sviluppo dell’energia elettrica.

Le ragioni dell’operazione

Alla pressione esercitata dai grandi operatori italiani e internazionali si è aggiunta la riduzione del mercato tutelato, indicato come uno dei principali bacini potenziali. Solgas dispone inoltre di una capacità commerciale concentrata soprattutto negli sportelli di Fermo, con limiti rispetto ai territori serviti, all’ampiezza dell’offerta e alle prospettive di crescita. Per queste ragioni, gli utili conseguiti nel 2024 e nel 2025 potrebbero ridursi nei prossimi anni, a causa della contrazione dei margini.

L’Amministrazione ha dichiarato di avere valutato l’operazione non soltanto sotto il profilo economico, ma anche in relazione alla sostenibilità e all’impatto sul bilancio. Il parere di consulenti tecnici e professionali ha riguardato, in particolare, la congruità del rapporto di interscambio previsto dal progetto.

La proposta prevede l’ingresso di Solgas nel gruppo Astea con una quota di circa 5%. La partecipazione consentirebbe di concorrere alla distribuzione degli utili per cinque anni, rinnovabili per altri cinque. In base alle stime richiamate dall’Amministrazione, l’operazione potrebbe produrre entrate pari o superiori a quelle generate negli ultimi anni da Solgas, considerando che Astea ha chiuso il 2025 con un utile di 9 milioni di euro. Un patto parasociale permetterebbe inoltre di redistribuire l’80% degli utili.

Servizi e presidio locale

Il sindaco Alberto Maria Scarfini ha definito la fusione un passaggio necessario per non disperdere il ruolo svolto da Solgas a favore della comunità. Secondo il primo cittadino, l’accordo consentirebbe di ottenere entrate più certe in una fase di instabilità dei mercati e di riduzione dell’utenza, mantenendo l’obiettivo di garantire forniture e servizi competitivi.

L’assessore ai Progetti strategici Alessandro Ciarrocchi ha spiegato che l’alternativa sarebbe stata proseguire da soli, esponendosi maggiormente alla concorrenza dei grandi gruppi, oppure confluire in una realtà considerata più solida e in espansione. Tra le ipotesi valutate c’era anche l’esercizio di una put option, dal valore indicato in oltre 5 milioni di euro, in caso di vendita. La scelta illustrata dall’Amministrazione è stata invece quella di mantenere il servizio per i cittadini fermani, con uffici, personale e sportelli locali.

L’assessora al Bilancio Eleonora Luciani ha sottolineato che l’operazione dovrebbe conservare il presidio territoriale, i dipendenti e i servizi rivolti alla collettività. Gli uffici locali, secondo quanto riferito, potrebbero inoltre rafforzare le consulenze e la vendita di servizi a valore aggiunto. La quota di minoranza in Astea permetterebbe al Comune di continuare a valutare comportamenti e opportunità della società, mentre tra gli sviluppi indicati figurano nuove tecnologie per l’efficientamento energetico e la possibile creazione di comunità energetiche.