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A Livorno il confronto su pace, riarmo e difesa civile

Segreteria dem: critiche alle scelte governative; priorità per diplomazia, welfare, prevenzione dei conflitti.

Si è svolta il 18 settembre 2026, al Museo di Storia Naturale del Mediterraneo di Livorno, l’iniziativa Stati Generali sulla cultura della pace, promossa dalla vicepresidente della Regione Toscana Mia Diop. L’incontro ha riunito cittadini, associazioni ed enti attorno al tema della costruzione di una cultura della pace in una fase internazionale segnata da numerosi conflitti e dal rafforzamento delle politiche di riarmo.

Il ruolo della diplomazia

All’appuntamento ha partecipato anche la segreteria dell’Unione comunale del Partito democratico di Livorno. Nel documento firmato da Barbara Bonciani, delegata del Pd cittadino alla pace e alle relazioni internazionali, viene contestata la crescente normalizzazione della dimensione bellica e viene rivendicata la necessità di riportare al centro dell’agenda politica il dialogo e la diplomazia come strumenti per prevenire l’escalation militare.

La posizione espressa richiama l’articolo 11 della Costituzione, secondo cui l’Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali. Il Pd livornese pone quindi alcune domande sul rapporto tra sicurezza e spesa militare: se un Paese più armato sia necessariamente più sicuro e quale sia il livello di risorse destinabile al riarmo senza compromettere investimenti in sanità, scuola, welfare, lavoro e tutela dell’ambiente.

Risorse per prevenzione e welfare

Nel documento si sostiene che l’Italia abbia assunto impegni finanziari per gli armamenti superiori a 33 miliardi di euro nell’anno corrente. Secondo la segreteria dem, tali scelte potrebbero incidere per decenni sulle risorse pubbliche e sulla possibilità di finanziare i servizi essenziali, anche perché l’incremento della spesa militare avverrebbe attraverso nuovo debito. Le cifre e le valutazioni sono riportate nel testo come argomentazioni politiche del Partito democratico.

La stessa segreteria afferma inoltre che, per ogni euro destinato ai Corpi di pace, l’Italia spenderebbe 17mila euro in armamenti e meno dello 0,30% del Pil nella cooperazione internazionale. Da qui la richiesta di rafforzare prevenzione dei conflitti, mediazione, cooperazione e relazioni diplomatiche, considerate forme di difesa al pari della protezione del territorio.

Il documento collega il tema della sicurezza anche alle disuguaglianze economiche. Citando dati Oxfam, il Pd sostiene che il 10% più ricco delle famiglie detenga il 59,9% della ricchezza nazionale e che la concentrazione delle risorse possa incidere sulle opportunità delle nuove generazioni e sulla qualità della democrazia.

In conclusione, la segreteria livornese esprime soddisfazione per la raccolta di oltre 50mila firme a sostegno della campagna Un’altra difesa è possibile. La proposta di legge di iniziativa popolare chiede l’istituzione, presso la Presidenza del Consiglio, di un Dipartimento per la difesa civile, non armata e nonviolenta, con interventi basati sulla prevenzione dei conflitti, sulla coesione sociale e sulla cooperazione internazionale. Per il Pd, soprattutto tra i giovani, la sicurezza del futuro dovrebbe passare da questi strumenti e dagli investimenti nel welfare, oltre che dalle tradizionali politiche di difesa.