Irregolarità in una cava lungo il torrente Enza sono state accertate dai Carabinieri Forestali di Reggio Emilia nell’ambito dei controlli svolti nei siti estrattivi della Val d’Enza. L’attività ispettiva, eseguita lo scorso luglio, ha portato alla contestazione di violazioni relative alle modalità di escavazione.
Secondo quanto rilevato dagli accertamenti, nell’impianto sarebbe stata superata la profondità massima di scavo consentita dalla normativa. Gli operatori hanno inoltre riscontrato il mancato rispetto dei parametri previsti per la corretta inclinazione dei fronti di scavo, un aspetto che riguarda la conformità delle opere alle condizioni autorizzate.
Le contestazioni nell’area estrattiva
Le verifiche rientravano in una serie di controlli condotti dai Carabinieri Forestali nelle cave presenti sul territorio della Val d’Enza. L’intervento aveva l’obiettivo di verificare il rispetto delle prescrizioni previste per l’attività estrattiva e delle autorizzazioni rilasciate per i singoli impianti.
Per le violazioni contestate è stata inflitta una sanzione complessiva di oltre 26 mila euro. Il provvedimento riguarda i diversi soggetti coinvolti nella gestione e nell’esecuzione dei lavori: l’azienda che ha materialmente effettuato gli interventi, l’impresa appaltatrice delle opere di escavazione, la società titolare dell’autorizzazione e il direttore dei lavori dell’impianto.
La contestazione riguarda quindi sia il superamento del limite di profondità sia l’inosservanza dei parametri relativi alla conformazione dei fronti di scavo. Gli accertamenti si inseriscono nel quadro dei controlli sui siti estrattivi del territorio provinciale, senza che nel testo siano indicate ulteriori misure oltre alla sanzione amministrativa complessiva.