Marche

Dieci comuni del Piceno restano senza sportello bancario

La Regione prepara un organismo contro il fenomeno, mentre Cna richiama il ruolo del rapporto diretto con gli istituti

La riduzione della presenza bancaria continua a interessare le aree interne del Piceno. Nel quadro riferito al 2026, sono 10 su 33 i comuni della provincia di Ascoli privi di uno sportello bancario: Castorano, Cossignano, Folignano, Force, Massignano, Montedinove, Montegallo, Montemonaco, Palmiano e Venarotta.

Il fenomeno, definito desertificazione bancaria, incide soprattutto sulla vita quotidiana dei piccoli centri. La chiusura delle filiali e la diminuzione degli sportelli automatici riducono infatti l’accesso ai servizi finanziari per famiglie, anziani e imprese, in particolare nei territori già segnati dallo spopolamento e dalle conseguenze del sisma.

Il confronto con le altre province

Il dato ascolano è il meno elevato tra quelli delle province marchigiane. I comuni senza sportello sono 12 ad Ancona, 19 a Fermo, 18 a Macerata e 14 a Pesaro Urbino. A livello nazionale, negli ultimi dieci anni gli sportelli bancomat sono passati da 30.258 a 19.140, con una riduzione di oltre un terzo.

La maggiore concentrazione dei servizi resta nei centri principali. Ascoli Piceno conta 21 sportelli, mentre San Benedetto del Tronto ne ha due in più. Sono invece le comunità più piccole a pagare il prezzo maggiore della progressiva contrazione della rete, con ricadute sulla possibilità di svolgere operazioni, ricevere assistenza e mantenere un rapporto diretto con gli istituti di credito.

Il comitato regionale

Un possibile strumento di contrasto arriva dalla decisione della Giunta regionale di istituire il Comitato regionale per il sostegno del credito e dei servizi bancari e finanziari di base. L’organismo dovrebbe favorire il confronto tra banche, Confidi, associazioni e istituzioni, con l’obiettivo di affrontare la riduzione della presenza bancaria nelle aree più fragili.

Francesco Balloni, direttore di Cna Ascoli e componente del consiglio di amministrazione della Banca del Piceno, ha sottolineato che la digitalizzazione rappresenta un’opportunità, ma non sostituisce il rapporto diretto necessario alle piccole imprese. Secondo Balloni, il credito di prossimità consente di conoscere le aziende, valutarne i progetti e accompagnarne gli investimenti. La presidente di Cna, Arianna Trillini, ha definito la costituzione del comitato una risposta concreta a un problema già segnalato dall’associazione, richiamando anche il rischio che l’aumento dei tassi produca una nuova restrizione del credito.