Un cameriere di 33 anni, marito della titolare di un bar di Torre Pellice, è indagato per violenza sessuale nei confronti di una barista di 20 anni che lavorava nello stesso locale. I fatti contestati risalirebbero allo scorso maggio e sono emersi dopo la denuncia presentata dalla giovane.
La ricostruzione della lavoratrice
Secondo quanto riferito dalla presunta vittima, l’uomo l’avrebbe attirata nella cantina del bar con la scusa di ordinare alcune bottiglie di vino. In quel locale, la ragazza non avrebbe avuto una via di fuga e avrebbe subito atti sessuali senza il proprio consenso.
La lavoratrice avrebbe raccontato agli inquirenti che il 33enne avrebbe tentato più volte di baciarla e l’avrebbe toccata in diverse parti del corpo. Tra le frasi che gli vengono attribuite ci sarebbe anche la minaccia di farla licenziare, accompagnata dall’intenzione di riferire alla moglie, titolare dell’attività, che la dipendente non svolgeva il proprio lavoro.
L’accusa e la difesa
Nei giorni scorsi il sostituto procuratore Davide Lucignani ha chiuso le indagini avviate dopo la denuncia. La contestazione riguarda la violenza sessuale; la conclusione dell’inchiesta non equivale tuttavia a una condanna e la posizione dell’indagato dovrà essere valutata nelle successive fasi del procedimento.
Il cameriere, difeso dall’avvocato Carlo Alberto La Neve, respinge tutte le accuse e sostiene una ricostruzione diversa dei fatti. Ora ha venti giorni di tempo per decidere se presentarsi davanti agli inquirenti e fornire la propria versione. Al termine di questo passaggio, la procura potrebbe chiedere il suo rinvio a giudizio.