Cremona (CR)

Il Vesuvio di Stradivari da Cremona a Homo Faber

A Venezia il manufatto del Museo del Violino sarà raccontato da Riccardo Angeloni e suonato da Edoardo Zosi.

Il violino Vesuvio 1727 di Antonio Stradivari sarà tra i protagonisti della quarta edizione di Homo Faber 2026, la rassegna internazionale dedicata all’eccellenza dell’alto artigianato contemporaneo. Lo strumento, custodito al Museo del Violino di Cremona, sarà trasferito temporaneamente a Venezia per un appuntamento in programma il 17 settembre alla Fondazione Giorgio Cini, sull’Isola di San Giorgio Maggiore.

L’edizione di quest’anno ha come tema An Island of Light e propone un percorso dedicato al rapporto tra luce, materiali e lavoro artigiano. Accanto al progetto espositivo sono previsti incontri con esperti internazionali, chiamati a discutere modelli sostenibili di creazione, produzione e scambio, con particolare attenzione al valore delle competenze umane per un’economia e una società inclusive.

Il racconto dello strumento

Nel corso della sessione pomeridiana, il Vesuvio 1727 lascerà la propria teca del Museo del Violino per essere presentato dal conservatore Riccardo Angeloni e suonato dal violinista Edoardo Zosi. L’esibizione concluderà i lavori della sezione Redefining Iconicity, coordinata da Alberto Cavalli, direttore esecutivo della Fondazione Michelangelo, con l’introduzione di Jean-Noël Kapferer e la partecipazione di esponenti internazionali del design e del lusso.

Il confronto sarà dedicato al modo in cui i cambiamenti culturali e le preferenze delle nuove generazioni stanno modificando il concetto di icona. In questo contesto, la storia del violino costruito da Stradivari servirà a mettere in relazione il valore dell’oggetto, il lavoro del liutaio e i luoghi nei quali l’opera è stata realizzata.

Angeloni ha sottolineato che Stradivari rappresenta un termine di paragone assoluto, ma che ogni maestro liutaio può trasformare legno e vernici in un’esperienza capace di unire emozione e arte. Il concerto di Zosi sarà quindi presentato come un’occasione per approfondire la storia e il significato del Vesuvio 1727, insieme alle tecniche e alle competenze che ne hanno reso possibile la costruzione.

Il legame con Cremona

La partecipazione alla rassegna veneziana consentirà a Cremona e al Museo del Violino di rappresentare una tradizione liutaria dalle radici secolari. Il patrimonio della città, composto da saperi, competenze e cultura, sarà proposto in un contesto internazionale come elemento ancora attivo e capace di dialogare con il presente.

Il sindaco di Cremona e presidente della Fondazione Museo del Violino, Andrea Virgilio, ha definito la presenza a Homo Faber una testimonianza della capacità della città di aprirsi al mondo attraverso il proprio patrimonio e le proprie eccellenze. Secondo Virgilio, la collaborazione tra istituzioni, enti, fondazioni e università contribuisce a trasformare il patrimonio in conoscenza e occasioni di confronto.

L’iniziativa si inserisce anche nel percorso avviato da Cremona in vista della candidatura a Capitale Italiana della Cultura 2029. La città si prepara a formalizzare la candidatura il prossimo 23 settembre, con la consegna del dossier al Ministero.