Parma (PR)

Nuova moschea a Parma, interrogazione sul carico urbanistico

Il progetto da 1.500 persone include sale, uffici, ristorazione e un parcheggio interrato: chiesta verifica su viabilità e funzioni

L’annunciata realizzazione di una nuova moschea a Parma, lungo via Burla, riapre il confronto sull’impatto che una struttura di grandi dimensioni potrebbe avere sull’assetto della zona. A sollevare la questione è il consigliere comunale di Fratelli d’Italia Priamo Bocchi, che ha presentato un’interrogazione alla Giunta chiedendo chiarimenti sul carico urbanistico e sulla destinazione d’uso dell’area.

Il progetto e le dimensioni previste

Secondo quanto riferito dal consigliere, il progetto comprende una moschea con una capienza dichiarata di circa 1.500 persone. Il complesso dovrebbe inoltre includere spazi per la ristorazione, sale per conferenze e riunioni, uffici, locali destinati ad attività formative e religiose, oltre a una residenza per l’imam o per eventuali ospiti.

Tra gli elementi previsti figura anche un parcheggio sotterraneo di circa 2.380 metri quadrati. Bocchi richiama inoltre le informazioni pubblicate sul portale della Comunità musulmana d’Albania, indicata come promotrice dell’iniziativa. Sul sito risulterebbe conclusa una raccolta fondi per l’acquisto del terreno, con oltre 340mila euro raccolti, mentre sarebbero in corso ulteriori raccolte per finanziare un intervento dal costo stimato in diversi milioni di euro.

Viabilità e compatibilità dell’area

L’area individuata in via Burla si trova in una zona dove è già presente il tempio Sikh di via Fantelli, frequentato ogni settimana da numerosi fedeli, anche provenienti da altre parti della provincia. Per questo, secondo il consigliere, la costruzione di un ulteriore complesso religioso di notevoli dimensioni richiede una valutazione complessiva degli effetti sulla zona.

L’interrogazione richiama in particolare il carico urbanistico, la viabilità, l’accessibilità e la compatibilità tra le diverse funzioni previste dal progetto. L’obiettivo è verificare se l’area sia in grado di sostenere i flussi legati alla struttura e alle attività connesse, considerando anche la presenza del vicino luogo di culto.

Bocchi chiede quindi alla Giunta se intenda promuovere forme di condivisione delle informazioni tra Regione e Comuni, così da garantire una corretta applicazione della disciplina urbanistica e un’applicazione uniforme delle regole relative ai luoghi di culto. Nell’interrogazione viene inoltre sollecitata una mappatura dei centri religiosi presenti sul territorio.