Il 15 settembre, in occasione dell’avvio delle lezioni, il trasporto pubblico di Prato sarà interessato dallo sciopero proclamato da Faisa Cisal. La mobilitazione riguarderà il servizio in due fasce: dalle 8.15 alle 12.29 e dalle 14.30 fino al termine del servizio. La protesta potrebbe quindi creare disagi agli utenti, in particolare agli studenti e ai pendolari che utilizzano gli autobus nella giornata di ripresa delle attività scolastiche.
Le ragioni della protesta
A spiegare le motivazioni dell’iniziativa è il segretario provinciale Gennaro Ferrillo, secondo cui la decisione non è stata assunta alla leggera. Il sindacato presenta l’astensione come un’azione a tutela dei lavoratori e dell’utenza, ponendo al centro della vertenza quattro questioni legate all’organizzazione e alla qualità del servizio.
Il primo tema riguarda la sicurezza sul lavoro. Faisa Cisal chiede garanzie per l’integrità fisica dei dipendenti e dei cittadini che ogni giorno utilizzano il trasporto pubblico. La sigla sindacale richiama inoltre la gestione del personale e delle ferie, sollecitando il rispetto dei diritti previsti dal contratto e una programmazione dei turni considerata più equa e sostenibile.
Carichi di lavoro e condizioni dei mezzi
Un altro punto della protesta riguarda i carichi di lavoro, con particolare attenzione al numero di ore trascorse alla guida e allo stress a cui sono sottoposti gli autisti. Secondo il sindacato, l’incremento degli impegni è diventato insostenibile e può incidere sia sulle condizioni dei dipendenti sia sulla qualità del servizio garantito agli utenti.
La quarta questione riguarda il parco mezzi e la manutenzione degli autobus. Faisa Cisal chiede veicoli efficienti, sicuri e sottoposti a regolari interventi manutentivi, ritenuti requisiti essenziali per il funzionamento del servizio pubblico. La mobilitazione di Prato si inserisce così in una contestazione che unisce le rivendicazioni del personale alle richieste di maggiore affidabilità per chi utilizza quotidianamente il trasporto pubblico.