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Cinque idee per reinventare gli spaghetti al pomodoro

Abbinamenti con molluschi, frutta secca, latticini e diverse varietà dell’ortaggio simbolo della cucina italiana.

Gli spaghetti al pomodoro possono cambiare volto senza perdere la loro identità. La dottoressa Fernanda Lisa Scala ricorda che il piatto combina carboidrati complessi e composti bioattivi come il licopene, la cui biodisponibilità aumenta con la cottura e l’aggiunta di olio extravergine d’oliva. Il pomodoro, inoltre, si presta a numerosi abbinamenti, dai molluschi alla frutta secca, fino a latticini e spezie.

Le versioni con San Marzano e vongole

La prima proposta utilizza otto pomodori San Marzano, da sbollentare, pelare e dividere tra una parte frullata con aglio e peperoncino e una parte tagliata a filetti e lasciata marinare con erbe aromatiche. Gli spaghetti vengono scolati a metà cottura e terminati direttamente nella salsa, come un risotto, aggiungendo se necessario acqua di cottura. La mantecatura prevede olio a crudo e pecorino, mentre i filetti di pomodoro completano il piatto. Secondo Scala, la polpa consistente, la forma allungata e il basso contenuto d’acqua rendono questa varietà adatta a sughi densi.

La seconda ricetta abbina i pizzutelli alle vongole. I pomodori vengono pelati, privati dei semi e ridotti a filetti; il loro liquido viene unito all’acqua rilasciata dai molluschi durante l’apertura in padella. Gli spaghetti, scolati molto al dente, terminano la cottura nella miscela insieme al pomodoro, all’aglio e all’olio. Il piatto si completa con le vongole, qualche goccia di colatura di alici, prezzemolo e peperoncino. La varietà pizzutello, osserva l’esperta, è caratterizzata da polpa soda, poca acqua e presenza di vitamina C, potassio e carotenoidi.

Pomodori gialli, corbarini e ramati

Per una versione dal gusto più dolce ci sono i vermicellini con ciliegini gialli e peperoni cruschi. Una parte dei pomodorini viene marinata con aglio, olio e origano, mentre il resto è cotto con cipolla e poi frullato. La crema condisce la pasta, guarnita con i pomodori marinati, le briciole di peperone crusco e la scorza grattugiata di lime. I pomodori gialli contengono meno licopene rispetto a quelli rossi, ma apportano altri carotenoidi e composti antiossidanti.

La quarta proposta prevede una crema di pomodori corbarini arrostiti. Dopo essere stati conditi con aglio, origano e olio, i pomodori cuociono in forno ventilato a 200 °C per 15 minuti. Una parte viene frullata, mentre il resto è lasciato intero. Gli spaghetti vengono conditi con la crema e completati con un composto tostato di pangrattato, pistacchi e pecorino, oltre a basilico. L’arrostitura, spiega Scala, concentra gli aromi e la naturale dolcezza del Corbarino.

L’ultima ricetta unisce pomodori ramati freschi e secchi, cipolla, menta e stracciatella. I due tipi di pomodoro vengono cotti insieme per circa 20 minuti; metà del sugo è poi frullata e riunita alla parte rimasta rustica. I vermicelloni, scolati al dente, terminano la cottura in padella con poca acqua e vengono serviti con il formaggio fresco, menta e peperoncino. La polpa soda e poco acquosa del pomodoro ramato lo rende, secondo l’esperta, particolarmente indicato per la preparazione dei sughi.