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Aronia, proprietà nutrizionali e idee per portarla in tavola

Fibre, polifenoli e vitamina C: cosa indicano le ricerche e come impiegare i frutti, freschi, secchi o in bevanda

Simili ai mirtilli per aspetto e ricche di composti bioattivi, le bacche di aronia sono ancora poco presenti nei supermercati, soprattutto nella versione fresca. Si trovano più facilmente nei negozi specializzati in prodotti biologici, sotto forma di succo, frutti essiccati, capsule o polvere. Secondo Elisabetta Macorsini, biologa nutrizionista e diet coach, il loro profilo comprende fibre, antociani, polifenoli e vitamina C, a fronte di un contenuto ridotto di calorie e zuccheri.

L’interesse nutrizionale non deve però trasformarsi in aspettative eccessive. Le ricerche hanno ipotizzato un possibile contributo dell’aronia all’equilibrio di pressione, colesterolo e glicemia, ma queste evidenze non sono ancora sufficienti per considerare le bacche un trattamento. Più documentata è l’attenzione verso il microbiota intestinale: antocianine e proantocianidine raggiungono in parte il colon e vengono trasformate dai batteri intestinali in metaboliti facilmente assorbibili.

Come scegliere e utilizzare le bacche

Il frutto fresco sarebbe la scelta più diretta, ma è difficile da reperire e ha un gusto intenso, acidulo e astringente. Per questo, la versione essiccata può risultare più pratica in cucina, a condizione di controllare l’etichetta e preferire prodotti senza zuccheri aggiunti. Il succo conserva parte dei polifenoli, ma generalmente contiene meno fibre rispetto al frutto intero: meglio orientarsi su un prodotto 100% aronia, senza zuccheri aggiunti, e consumarlo in quantità moderate.

Gli estratti e gli integratori possono offrire dosi più standardizzate di polifenoli, ma non sono automaticamente più efficaci. In cucina, i frutti essiccati possono essere aggiunti a muesli, fiocchi d’avena, insalate di cereali e frutta secca. Quelli freschi o congelati si possono frullare con banana, pera o altri frutti di bosco. Cannella e zenzero aiutano ad attenuare l’astringenza, senza dover ricorrere necessariamente allo zucchero.

L’aronia si presta anche a preparazioni salate, in abbinamento a zucca, cavolo rosso, lenticchie, formaggi freschi e noci. Può diventare una salsa agrodolce se cotta brevemente con mela o pera e qualche spezia, da servire con legumi, tofu o carni bianche. In questo modo il frutto entra in pasti completi e non soltanto in dessert o bevande.

Tre idee per inserirla nei pasti

A colazione si può preparare un overnight oats per due persone con 80 grammi di avena, 250 grammi di yogurt greco naturale, circa 100 millilitri di latte o bevanda vegetale senza zuccheri e un cucchiaino di semi di chia. Dopo una notte in frigorifero, si aggiungono una pera a cubetti, 60 grammi di aronia fresca oppure 25 grammi essiccata, 20 grammi di noci e cannella; il miele è facoltativo. La combinazione apporta fibre, proteine, grassi insaturi e polifenoli.

Per il pranzo, una bowl può unire 120 grammi di quinoa cotta, 160 grammi di ceci, una carota, mezzo cavolo rosso, 60-80 grammi di aronia fresca oppure 25-30 grammi essiccata, 30 grammi di noci e verdure a foglia. Il condimento prevede olio extravergine d’oliva, limone, senape, pepe e poco sale. A cena, infine, l’aronia può accompagnare il salmone in una salsa: si cuociono 100 grammi di frutti con mezza mela, limone, acqua, un cucchiaino di miele e zenzero per 8-10 minuti. La preparazione può essere servita con patate e 150 grammi di spinaci.