Pisa (PI)

A Pisa scontro sugli affitti brevi tra regole e mercato

Nardini e Martinelli sollecitano un confronto comunale, mentre Fiaip propone misure mirate nelle aree con maggiore pressione abitativa.

Il dibattito sugli affitti brevi a Pisa contrappone la richiesta di nuove regole avanzata da esponenti della sinistra alla posizione degli agenti immobiliari, favorevoli a interventi selettivi e contrari a divieti generalizzati. Al centro della discussione ci sono la disponibilità di abitazioni per residenti, studenti e lavoratori e l’impatto delle locazioni turistiche sul mercato degli affitti.

La richiesta di un regolamento

L’assessora regionale alla casa Alessandra Nardini sollecita il sindaco Michele Conti ad aprire il confronto sulla regolamentazione del fenomeno, richiamando gli strumenti previsti dalla Regione Toscana. Secondo Nardini, il Comune dovrebbe avviare una discussione con la Regione, i sindacati degli inquilini, l’Università, le associazioni studentesche, le parti sociali e le forze politiche di opposizione.

La posizione dell’assessora nasce dalla difficoltà, segnalata per residenti, studenti e lavoratori, di trovare abitazioni a prezzi sostenibili. Nardini sostiene che la crescita delle locazioni turistiche abbia sottratto immobili alla residenzialità e spinto alcune persone a cercare casa nei Comuni limitrofi. Il riferimento normativo è il Testo Unico del Turismo, che consente ai capoluoghi e ai Comuni ad alta densità turistica di definire criteri e limiti per tutelare gli alloggi destinati agli affitti di lunga durata.

Nardini precisa di non voler mettere in discussione il turismo né la possibilità per i proprietari di mettere a reddito gli immobili. La richiesta riguarda piuttosto una gestione del fenomeno che, a suo giudizio, eviti la trasformazione di interi condomini in strutture ricettive e protegga il diritto all’abitare. L’obiettivo indicato è arrivare a un regolamento comunale dopo un confronto tra istituzioni e categorie interessate.

La posizione degli agenti immobiliari

Paolo Martinelli, capogruppo de La città delle persone, chiede a sua volta chiarimenti alla Giunta comunale. Martinelli ricorda che in precedenza era stato annunciato uno studio sul fenomeno, con risultati attesi per la costruzione di un regolamento, e domanda quando l’analisi sarà presentata in Commissione. Tra le proposte indicate ci sono dati pubblici, limiti nelle zone sottoposte a maggiore pressione, una distinzione tra integrazione al reddito e rendita immobiliare, controlli sulle piattaforme e tutela della residenzialità.

Di segno diverso il giudizio di Armando Barsotti, delegato della Federazione degli agenti immobiliari professionali di Pisa-Lucca. Secondo Fiaip, regolamentare non deve significare automaticamente vietare. Barsotti cita una quota complessiva delle locazioni brevi pari a circa l’1,2% del patrimonio abitativo dell’Unione europea e sostiene che il fenomeno raggiunga concentrazioni elevate soltanto in alcune specifiche destinazioni turistiche.

Per la Fiaip, eventuali interventi dovrebbero quindi rispettare criteri di proporzionalità, ragionevolezza e differenziazione territoriale. Le misure, secondo Barsotti, andrebbero applicate nelle aree dove siano documentate effettive condizioni di tensione abitativa, evitando limitazioni generalizzate che potrebbero produrre effetti distorsivi sul mercato immobiliare e sull’economia legata al turismo.