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A Vercelli Risò rilancia il futuro della risicoltura italiana

Autorità e rappresentanti della filiera discutono di mercato, qualità, invasi e tutela dei coltivatori.

Sul palco allestito davanti alla Basilica di Sant’Andrea, in una piazza gremita e alla presenza delle autorità civili, militari e religiose, Risò ha messo al centro le sfide della risicoltura. A Vercelli il confronto ha riguardato la concorrenza internazionale, la difesa della qualità, la gestione delle risorse idriche e il futuro di una filiera considerata strategica per il territorio e per l’agroalimentare italiano.

Ad aprire gli interventi è stato il sindaco Roberto Scheda, che ha ribadito il ruolo della città come capitale europea del riso. Per l’amministrazione, il cereale non rappresenta soltanto una produzione agricola, ma anche lavoro, impresa, paesaggio, identità e cultura. Scheda ha richiamato la storia di Vercelli e il legame con l’Europa, ricordando la figura del cardinale Guala Bicchieri e la costruzione della basilica, e ha indicato nella manifestazione l’occasione per portare il mondo in città e la città oltre i suoi confini.

Nel suo intervento il sindaco ha ricordato anche le mondine e la conquista delle otto ore lavorative, avvenuta 120 anni fa. Il richiamo storico è stato collegato al ruolo delle donne nella società e alla presenza della presidente del Consiglio Giorgia Meloni, indicata come simbolo di un percorso di lavoro, emancipazione e responsabilità.

Acqua e tutela del mercato

Il presidente della Provincia Davide Gilardino ha sottolineato il significato della partecipazione della presidente del Consiglio per il comparto agricolo. Nel corso della giornata sono stati ricordati anche tre anniversari: gli 80 anni dalla nascita del riso Arborio, ottenuto dagli studi di Domenico Marchetti, i 120 anni dalla conquista delle otto ore e i 160 anni del Canale Cavour. Tra le priorità indicate da Gilardino figura la gestione dell’acqua, con progetti condivisi per accumularla nei periodi di pioggia e renderla disponibile quando serve.

Il presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio ha definito Risò un momento di promozione e riflessione costruito dopo il lavoro nei campi. Cirio ha annunciato che il Piemonte lavorerà con il ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida alla predisposizione di un parere da sottoporre al Comitato europeo delle Regioni, con l’obiettivo di tutelare il riso italiano ed europeo. Nel mirino ci sono le importazioni a dazio zero dal Sud-est asiatico e la mancata applicazione, in alcuni Paesi, degli stessi standard ambientali e sociali richiesti alle imprese europee.

Il presidente della Regione ha inoltre richiamato la necessità di realizzare invasi, bacini e dighe, ricordando che in Italia viene trattenuto soltanto l’11 per cento dell’acqua piovana. Per Cirio, la sostenibilità ambientale deve procedere insieme a quella economica, garantendo una remunerazione adeguata agli agricoltori che contribuiscono alla tutela del territorio.

La posizione del Governo

Il ministro Francesco Lollobrigida ha inserito il confronto in una prospettiva europea e internazionale, sostenendo che non basta assicurare cibo a tutti, ma occorre garantire prodotti di qualità. Secondo il ministro, il valore del riso italiano deriva dagli investimenti nella ricerca e da una filiera attenta ai diritti del lavoro e alla protezione dell’ambiente.

Lollobrigida ha ricordato le mondine raffigurate da Angelo Morbelli e ha richiamato la necessità di tutelare diritti e reddito. Ha inoltre difeso la Politica agricola comune e il ruolo degli agricoltori come custodi del territorio, invitando agricoltura, industria e distribuzione a collaborare per una distribuzione più equilibrata del valore lungo la filiera.

La presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha concluso gli interventi sottolineando il legame tra riso, identità, lavoro, cultura, natura e storia. L’Italia, ha ricordato, è il primo produttore europeo e registra un export superiore agli 800 milioni di euro. Meloni ha citato il paesaggio delle risaie vercellesi e il Canale Cavour come esempi di una capacità di progettare infrastrutture strategiche.

La presidente ha quindi ribadito la necessità di difendere la qualità del prodotto italiano e di non accettare accordi con Paesi che non rispettano gli standard richiesti agli agricoltori nazionali. Il Governo, ha spiegato, ha sostenuto Risò inserendolo tra gli appuntamenti dedicati alla promozione dell’agroalimentare. La manifestazione si è così proposta come punto d’incontro tra territorio, istituzioni e filiera, con una richiesta condivisa: proteggere il lavoro, la qualità e le risorse indispensabili al futuro della risicoltura.