Il Tribunale di Milano ha condannato a quattro anni di reclusione l’imprenditore iraniano accusato di maltrattamenti e lesioni aggravate ai danni dell’ex compagna, l’avvocata Solange Marchignoli. La decisione è contenuta nella sentenza con cui il presidente della quinta sezione penale, Gianluca Tenchio, ha riconosciuto la responsabilità dell’uomo per una serie di aggressioni maturate nel corso della relazione.
Le motivazioni della sentenza
Nelle motivazioni, il giudice descrive l’imputato come una persona dalla personalità trasgressiva e con una capacità a delinquere ritenuta non trascurabile. Secondo il Tribunale, l’uomo avrebbe inoltre cercato di occultare le conseguenze delle violenze subite dalla compagna, adottando comportamenti ritenuti incompatibili con quelli di una persona realmente preoccupata per le sue condizioni.
I maltrattamenti sono stati riconosciuti come aggravati dalla violenza assistita, oltre che dall’uso di droghe e alcol. La contestazione comprende anche le lesioni gravi. Il quadro ricostruito nella sentenza riguarda episodi di violenza verificatisi durante la relazione e culminati in un’aggressione avvenuta a Dubai.
L’episodio a Dubai
Durante una lite, secondo la ricostruzione accolta dal giudice, l’imprenditore avrebbe colpito Marchignoli al volto con un pugno di tale violenza da farla svenire. La donna si era poi risvegliata in ospedale con denti e mascella fratturati. L’episodio rappresenta il passaggio più grave tra quelli esaminati nel procedimento.
Dopo l’accaduto, l’uomo avrebbe tentato di presentare le ferite come conseguenza di una caduta accidentale. Per il Tribunale, tuttavia, il suo comportamento successivo sarebbe stato più coerente con il tentativo di nascondere la violenza e di evitare conseguenze giudiziarie che con la preoccupazione per la salute della compagna. Marchignoli è un’avvocata nota anche per avere difeso, in precedenza, Nina Moric e Azouz Marzouk.