Como (CO)

Due arresti dopo il furto in un’auto

Le immagini del testimone consentono fermo dei sospetti e recupero degli oggetti sottratti.

Un residente ha notato due persone mentre forzavano il finestrino di un’auto parcheggiata e ha ripreso la scena con il proprio telefono. Subito dopo ha chiamato il 112, fornendo alla polizia le informazioni necessarie per intervenire. La segnalazione ha portato al fermo di due giovani, un italiano di 31 anni e un cittadino marocchino di 20 anni, accusati di furto aggravato in concorso.

La fuga dopo il colpo

L’episodio è avvenuto intorno alle 5 in via Alciato, a Como. Secondo quanto ricostruito dagli agenti, i due avrebbero forzato il finestrino di una delle auto in sosta e rovistato nell’abitacolo alla ricerca di oggetti da sottrarre. L’intervento è scattato dopo la chiamata del residente, che ha assistito alla scena e ha consegnato agli investigatori anche i filmati realizzati durante il tentativo di furto.

Sul posto è arrivata una pattuglia della squadra volante. Alla vista degli agenti, i due giovani si sono allontanati rapidamente in direzione di piazza San Rocco. Durante l’inseguimento, uno dei due avrebbe cercato di disfarsi di alcuni oggetti prelevati dall’auto, riuscendo per un breve periodo a far perdere le proprie tracce.

Il nuovo avvistamento

Poco dopo, una seconda segnalazione ha permesso alla pattuglia di individuare nuovamente i due giovani nella zona in cui era avvenuto il fatto. Gli agenti li hanno quindi bloccati e sottoposti a perquisizione. Nel corso del controllo sono stati recuperati alcuni oggetti che la proprietaria dell’auto ha successivamente riconosciuto come propri.

Oltre agli oggetti recuperati, per gli accertamenti sono risultati rilevanti anche i filmati del residente, consegnati alla polizia dopo la chiamata al numero di emergenza. I due giovani sono stati accompagnati in questura per l’identificazione e gli ulteriori accertamenti. Dopo la denuncia presentata dalla proprietaria del veicolo, nei loro confronti è scattato l’arresto. I due sono stati messi a disposizione dell’autorità giudiziaria, in attesa del processo per direttissima.