Alessandro Chiani, 19 anni, ricorre in Appello contro la condanna a 20 anni di carcere per il tentato omicidio e la rapina ai danni di Davide Cavallo, lo studente gravemente ferito durante l’aggressione avvenuta in corso Como. La difesa ha depositato l’atto di impugnazione e ora si attende la fissazione dell’udienza di secondo grado.
Le richieste della difesa
L’avvocato Amedeo Rizza, che assiste Chiani, contesta innanzitutto il coinvolgimento del giovane nella fase della rapina. Secondo la tesi difensiva, l’accusa per questo reato dovrebbe quindi essere esclusa, perché l’imputato non avrebbe avuto un ruolo nella sottrazione del denaro.
Il legale chiede inoltre che il tentato omicidio venga riqualificato in lesioni. La ricostruzione della difesa è che l’obiettivo dell’aggressione non fosse uccidere la vittima. Rizza sollecita anche il riconoscimento delle attenuanti generiche, richiamando il percorso di giustizia riparativa al quale il 19enne ha avuto accesso.
La decisione del giudice
La sentenza di primo grado era stata emessa dal gup Alberto Carboni con il rito abbreviato. La pena inizialmente individuata era quella massima di 30 anni, ridotta di un terzo, pari a 10 anni, proprio in ragione del rito scelto, fino ai 20 anni inflitti.
Nel motivare la decisione, il giudice aveva definito l’aggressione uno spaccato di agghiacciante disumanità, escludendo che fosse il frutto di un momento di follia. Carboni aveva parlato di una sproporzione tra la violenza esercitata e gli obiettivi illeciti perseguiti dal gruppo.
Secondo la ricostruzione richiamata nella sentenza, durante l’episodio Davide Cavallo chiedeva la restituzione dei 50 euro che gli erano stati sottratti. Il giovane, già barcollante, non rappresentava secondo il giudice un pericolo. La stessa autorità giudiziaria ha recentemente respinto anche la richiesta di concessione degli arresti domiciliari presentata per Alessandro Chiani.