Dalla siccità ai terreni allagati nel giro di poche ore. I temporali che nella notte hanno attraversato il territorio lariano hanno portato piogge intense e forti raffiche di vento, colpendo campagne già provate da settimane di temperature elevate e precipitazioni assenti o irregolari. Nelle province di Lecco e Como sono iniziate le verifiche dei tecnici di Coldiretti dopo le prime segnalazioni di appezzamenti invasi dall’acqua.
L’arrivo del fronte era stato annunciato dalla Regione Lombardia, che aveva diramato un’allerta arancione per temporali forti, in vigore dalla mezzanotte di mercoledì 9 settembre, insieme a un codice giallo per il rischio idrogeologico. Le previsioni indicavano quantità di pioggia fino a 200 millimetri nell’arco di 24 ore. Sui campi, però, l’acqua si è concentrata in poche ore, con difficoltà a essere assorbita da terreni rimasti secchi a lungo.
Terreni fragili e colture esposte
Il risultato sono stati ruscellamenti e allagamenti, con possibili nuovi danni alle colture ancora nei campi e alle strutture agricole. Fortunato Trezzi, presidente di Coldiretti Como Lecco, ha sottolineato che il passaggio repentino da terreni asciutti a precipitazioni violente rappresenta una delle condizioni più difficili per l’agricoltura: non è sufficiente che l’acqua arrivi, ma deve farlo con tempi e modalità compatibili con la capacità di assorbimento del suolo e con le esigenze delle colture.
Il bilancio delle campagne lariane era già compromesso prima dei temporali. Il caldo e la siccità avevano provocato perdite sul mais fino al 40% nelle situazioni più colpite. In molte aree, inoltre, il secondo taglio del fieno è stato quasi completamente azzerato perché l’erba non è ricresciuta. A fine agosto, il monitoraggio nazionale dell’organizzazione agricola aveva segnalato pascoli montani privi di erba tra Lecco e Como e la necessità di portare in quota il fieno destinato agli animali.
Un’estate da record
I dati di Arpa Lombardia aiutano a descrivere la situazione che ha reso più vulnerabili i terreni. Nel trimestre giugno-agosto 2026 la temperatura media regionale è risultata di 3,1 gradi superiore alla media climatica 1991-2020: il valore più alto della serie storica, iniziata nel 1951. Sul Lario, il 5 agosto, Porlezza ha raggiunto i 38,8 gradi, mentre a Como città l’11 agosto sono stati registrati 37,4 gradi.
Anche Lecco ha registrato valori elevati. La stazione di MeteoLecco ha rilevato il picco stagionale di 37,2 gradi il 6 agosto, al termine di un’estate caratterizzata da notti tropicali quasi ininterrotte. Fino al 15 agosto, inoltre, il livello rilevato a Malgrate è rimasto vicino ai 30 centimetri sotto lo zero idrometrico. Il 20 agosto l’assessore regionale Massimo Sertori aveva indicato al 52% il deficit idrico lombardo.
Le precipitazioni hanno segnato la fine della lunga fase calda, con una diminuzione delle temperature stimata tra 8 e 10 gradi. Non potranno però recuperare le perdite già accumulate e, secondo Coldiretti, rischiano di aggiungere nuove difficoltà proprio in prossimità delle raccolte autunnali. La conta dei danni è appena iniziata e dovrà passare dalle verifiche sui singoli appezzamenti.
Il quadro si inserisce in una stagione agricola già segnata da perdite produttive e scorte ridotte. Solo lunedì la Giunta regionale aveva incrementato i contributi ai Comuni per gli eventi calamitosi del 2025, destinando 125mila euro a dieci amministrazioni della provincia di Lecco. Le risorse, tuttavia, riguardano gli episodi precedenti e non ancora le conseguenze dei temporali della notte.