Toscana

Il masterplan ridisegna il centro storico

Piazze, verde, mobilità dolce e nuove funzioni culturali tra gli interventi illustrati dall’architetto.

Piazza Matteotti senza parcheggi, nuove piste ciclabili e una quota del 55 per cento di superfici permeabili nei due principali spazi destinati alla sosta. Sono alcuni degli interventi indicati nel masterplan strategico per la rigenerazione integrata del centro storico, presentato a palazzo Binelli davanti a un pubblico numeroso.

Il piano è stato commissionato dal Comune e redatto dall’architetto Alfonso Femia con il suo studio Atelier(s) Alfonso Femia. Il documento propone una visione articolata sul breve, medio e lungo periodo, con l’obiettivo di trasformare il tessuto urbano in un luogo più verde, sostenibile e dotato di spazi dedicati alla socialità, alla cultura e alle attività commerciali.

Spazi pubblici e mobilità sostenibile

Uno dei punti centrali riguarda la trasformazione di piazza Matteotti, dove l’eliminazione dei parcheggi dovrebbe lasciare spazio a un’area verde fruibile dai cittadini. Il masterplan individua cinque azioni fondative per intervenire sugli spazi pubblici e migliorare la qualità della vita urbana attraverso funzioni culturali, artistiche e ricreative.

Il progetto prevede inoltre di liberare e proteggere gli assi pedonali dal traffico veicolare, così da accrescere vivibilità, sicurezza e accessibilità. Nel disegno complessivo rientra anche la mobilità sostenibile, con la realizzazione di piste ciclabili e una revisione del sistema della sosta nelle principali piazze cittadine.

Durante la presentazione sono state analizzate in particolare le piazze Gramsci, Matteotti e 2 Giugno. La proposta punta a riqualificare il sistema dei parcheggi senza ridurre l’offerta, aumentando del 50 per cento la copertura verde e l’ombreggiamento. Tra le soluzioni indicate figurano anche pavimentazioni semipermeabili, pensate per favorire una maggiore permeabilità del suolo.

Le direttrici del futuro urbano

Femia ha ripensato anche il ruolo delle principali direttrici carrabili, tra viale XX Settembre e il torrente Carrione. Secondo la visione illustrata, questi assi possono diventare elementi capaci di attrarre un turismo lento, culturale e didattico, valorizzando risorse e peculiarità del territorio come il marmo, le cave, le Alpi Apuane e la via Francigena.

L’arte contemporanea viene indicata come uno degli strumenti per favorire l’inclusione sociale, attraverso il coinvolgimento della cittadinanza. Nel corso dell’incontro l’architetto ha paragonato il possibile percorso di trasformazione a quello di Barcellona, richiamando la necessità di una collaborazione tra amministrazione pubblica, urbanisti, architetti, soggetti privati e cittadini.

Alla base del progetto c’è una lettura della morfologia stratificata della città e dei suoi cosiddetti diritti urbani, collegati alla qualità della vita. Gli interventi coordinati sul suolo, sull’illuminazione e sull’identità culturale dovrebbero valorizzare lo spazio pubblico e mettere in risalto le caratteristiche ambientali del territorio. Per Femia, Carrara si trova in una fase decisiva per porre le basi di una trasformazione profonda, affidata a una programmazione integrata e sviluppata nel tempo.