Lombardia

Commercio al dettaglio, perse 473 imprese nel Lecchese

Tra 2019 e 2025 il capoluogo ha registrato un calo del 21,8%, mentre la provincia ha perso 71 milioni

Lecco e la sua provincia hanno registrato una significativa contrazione del commercio al dettaglio tra il 2019 e il 2025. Secondo i dati diffusi da Confesercenti, nel capoluogo le imprese registrate sono passate da 565 a 442, con una riduzione di 123 unità, pari al 21,8%. Nell’intero territorio provinciale il calo è stato di 473 imprese: da 2.594 a 2.121, con una diminuzione del 18,2%.

La contrazione, secondo l’associazione, si traduce in una perdita di ricchezza stimata in 18 milioni di euro a Lecco e in 71 milioni a livello provinciale. Il fenomeno viene collegato alla progressiva riduzione dei punti vendita fisici, alla crescita degli acquisti online e alla maggiore concentrazione della distribuzione commerciale. Per Confesercenti, la diminuzione dei negozi incide anche sulla disponibilità di servizi, sulla vitalità dei quartieri e sulla coesione sociale.

La campagna per il commercio di prossimità

Il tema sarà al centro delle Giornate Nazionali del 9 e 10 settembre, alle quali partecipa Confesercenti Lecco per sostenere la proposta di legge di iniziativa popolare intitolata Misure per la rigenerazione urbana dei servizi di prossimità. L’obiettivo della campagna è raccogliere e superare le 50mila firme necessarie a portare il testo all’attenzione del Parlamento.

La proposta prevede l’introduzione delle ZESpro, le Zone Economiche Speciali di Prossimità, con agevolazioni fiscali, sostegni finanziari e semplificazioni amministrative per le attività presenti nei quartieri, nei centri urbani e nei piccoli comuni. A Lecco sarà possibile firmare mercoledì 9 settembre, dalle 10 alle 12, allo stand allestito al mercato del centro cittadino. La sottoscrizione online resterà disponibile fino alla fine di ottobre attraverso la piattaforma indicata da Confesercenti.

Il confronto con Lombardia e Italia

I dati dell’associazione evidenziano che, a livello nazionale, tra il 2019 e il 2025 hanno cessato l’attività 111.455 imprese del commercio, con una ricchezza sottratta ai territori stimata in oltre 16 miliardi di euro. Nei capoluoghi lombardi la riduzione complessiva è stata di 3.440 imprese, pari al 10,8%, mentre nei territori provinciali il calo ha raggiunto 11.551 unità, corrispondenti al 12,2%.

Nel capoluogo lecchese sono diminuiti anche gli addetti: da 1.635 nel 2019 a 1.261 nel 2025, con una perdita di 374 persone, pari al 22,9%. La riduzione ha riguardato sia i dipendenti, passati da 1.031 a 798, sia gli indipendenti, scesi da 604 a 463. Nell’intera provincia gli addetti sono passati da 6.887 a 5.463, con un calo di 1.424 unità, pari al 20,7%.

Secondo la lettura di Confesercenti, ogni 100 euro spesi nei negozi fisici circa 70 restano nei territori, mentre una quota analoga della spesa online viene trasferita fuori dalla comunità di riferimento. L’associazione sostiene quindi la necessità di politiche pubbliche a favore dei servizi di vicinato, considerati non soltanto punti vendita ma anche presidi di accessibilità, sicurezza e socialità.

Il presidente di Confesercenti Lecco, Lionello Bazzi, ha definito la difesa del commercio di prossimità una scelta sul modello di città e territorio da costruire per il futuro, ringraziando amministrazioni e rappresentanti politici locali che hanno aderito alla raccolta firme.