La desertificazione commerciale è un fenomeno misurabile anche nel territorio di Forlì-Cesena e riguarda direttamente il centro storico di Cesena e i comuni del cesenate. Secondo l’analisi di Confesercenti, tra il 2019 e il 2025 le imprese del commercio al dettaglio in provincia sono diminuite da 4.345 a 3.738, con una riduzione di 607 attività, pari al 14 per cento.
La contrazione, sempre secondo l’associazione di categoria, avrebbe comportato una perdita di 91 milioni di euro di ricchezza non più generata e redistribuita localmente. Il dato comprende negozi che hanno cessato definitivamente l’attività nell’arco di sei anni e viene indicato da Confesercenti come un segnale degli effetti della progressiva chiusura degli esercizi di prossimità.
Le conseguenze sul territorio
Per Confesercenti, la chiusura di un negozio non incide soltanto sull’attività economica del singolo esercente. L’associazione richiama le ricadute su occupazione, affitti, servizi, tributi locali e sicurezza urbana, elementi che contribuiscono alla vitalità dei centri abitati. Nel confronto tra commercio tradizionale e acquisti online, l’organizzazione sostiene che per ogni 100 euro spesi in un negozio circa 70 restino sul territorio, mentre una quota analoga della spesa online venga trasferita altrove.
Cesare Soldati, presidente di Confesercenti Cesena, sottolinea che in provincia sono state perse 607 attività insieme ai 91 milioni di euro collegati alla loro presenza economica. Per Soldati, il commercio di prossimità dovrebbe essere considerato una vera infrastruttura urbana e non un settore da sostenere soltanto durante le fasi di difficoltà.
La raccolta firme
Dai numeri presentati nasce la mobilitazione nazionale di Confesercenti a sostegno della proposta di legge di iniziativa popolare intitolata Misure per la rigenerazione urbana del commercio e dei servizi di prossimità. L’obiettivo indicato è raccogliere 50.000 firme da consegnare al Parlamento.
A Cesena il primo punto di raccolta sarà allestito il 9 settembre nel loggiato comunale, dalle 9 alle 12. L’iniziativa proseguirà nelle settimane successive con altri appuntamenti sul territorio. La sottoscrizione è possibile anche online, utilizzando Spid o Cie, attraverso la piattaforma del ministero della Giustizia dedicata alla raccolta delle firme per le proposte di legge di iniziativa popolare.