Si è conclusa a Odessa la ventesima missione in Ucraina del MEAN, il Movimento Europeo di Azione Nonviolenta, che dal 25 al 28 agosto ha portato nella città sul Mar Nero 130 esponenti della società civile italiana. Tra i partecipanti c’era anche il cremonese Michele Bellini, alla sua prima esperienza con il movimento.
Nel corso dei quattro giorni, i volontari hanno incontrato amministratori locali, comunità religiose, giovani attivisti, sfollati, familiari delle vittime e operatori impegnati sul territorio. Divisi in gruppi, hanno affiancato le organizzazioni locali nella distribuzione degli aiuti, nelle attività rivolte ai bambini e alle persone traumatizzate dalla guerra, nella sistemazione di edifici scolastici e strutture danneggiate. Alcuni partecipanti hanno inoltre contribuito alla preparazione delle reti di protezione antidrone e di quelle mimetiche destinate all’esercito.
La testimonianza del volontario
Bellini ha raccontato che la presenza italiana aveva soprattutto il significato di stare fisicamente accanto alla popolazione ucraina, per trasmettere vicinanza e ricordare che non è sola. Il volontario ha descritto una società profondamente segnata dal conflitto, ma anche caratterizzata da una forte determinazione a vivere, resistere, restare libera e cercare la pace.
Durante la permanenza, i partecipanti hanno sperimentato direttamente la quotidianità di una città ancora esposta ai raid russi. Gli allarmi aerei e le sirene hanno scandito le giornate e le notti. Tra il 26 e il 27 agosto, un attacco con droni, missili e bombe ha impedito ai volontari di dormire, offrendo loro un’esperienza diretta di quella che per la popolazione locale è diventata una condizione ordinaria. Bellini ha sottolineato il ruolo della contraerea e dei missili intercettori nella protezione dei civili.
La proposta dei Corpi Civili di Pace
Accanto alle attività di sostegno, la missione ha rilanciato la proposta dei Corpi Civili di Pace Europei, ispirata all’intuizione di Alexander Langer. L’obiettivo è creare una struttura civile permanente dell’Unione Europea, complementare agli strumenti diplomatici e di difesa, con personale qualificato nella prevenzione dei conflitti, nella mediazione, nella tutela dei diritti umani e nella ricostruzione del tessuto sociale e democratico.
Il progetto è collegato anche a Cremona. Lo scorso giugno il Consiglio comunale ha approvato un ordine del giorno proposto dalla consigliera Maria Vittoria Ceraso, con cui si chiedeva alle istituzioni europee di istituire i Corpi Civili di Pace e si impegnava il Comune a sostenere iniziative capaci di garantire la sicurezza delle organizzazioni della società civile.
A Odessa la proposta è stata presentata con un flash mob davanti al teatro cittadino, accompagnato da canti e cartelli. La missione ha incluso anche momenti di condivisione, tra cui un concerto di musica popolare, un pranzo preparato dagli italiani per cento vigili del fuoco locali e un torneo di calcio a cinque tra due formazioni italiane e due squadre ucraine, rappresentative della difesa antiaerea e della Marina. Bellini ha partecipato come capitano di una delle squadre italiane.
Tra i momenti più significativi c’è stata infine la visita al cimitero, organizzata dall’arcivescovo all’arrivo della delegazione. Le lapidi dei caduti, coperte dalle bandiere ucraine, ricordavano persone di età diverse, dai giovani nati nei primi anni Duemila agli adulti nati negli anni Sessanta. Il silenzio del luogo, interrotto dal vento e dal rumore degli aerei durante un nuovo attacco di droni, ha restituito ai partecipanti la dimensione umana e drammatica del conflitto.