Marco Alfredo Arcidiacono, consigliere comunale del Partito democratico, interviene nel confronto politico sul modo in cui Parma dovrebbe valorizzare il proprio patrimonio storico e culturale. La presa di posizione arriva dopo le critiche mosse dai consiglieri del gruppo Vignali e riguarda in particolare l’operato del vicesindaco e assessore alla cultura e al turismo Lorenzo Lavagetto.
Il patrimonio e le scelte amministrative
Arcidiacono riconosce che la città deve la propria attrattività anche a un patrimonio costruito nel corso dei secoli, citando il Duomo, il Battistero e la Pilotta. Si tratta, sottolinea, di beni appartenenti alla comunità dei parmigiani e non a una singola amministrazione. Proprio questa dimensione collettiva, però, richiederebbe una capacità politica adeguata a far vivere quelle eccellenze nel presente.
Secondo il consigliere, il tema non è attribuire alla Giunta il merito dei monumenti e dei luoghi storici, ma stabilire come collegarli alla vita contemporanea della città. La valorizzazione dovrebbe coinvolgere, nella sua lettura, cultura, turismo ed economia locale, oltre alla qualità degli spazi pubblici e alle esigenze quotidiane dei residenti.
Il giudizio del Guardian
Nel ragionamento di Arcidiacono rientra anche il giudizio positivo espresso dal Guardian su Parma. Il consigliere precisa che il riconoscimento non rappresenta un certificato di perfezione e che nessuno lo avrebbe presentato in questi termini. Restano infatti problemi e criticità che, a suo avviso, le istituzioni hanno il dovere di affrontare senza semplificazioni e senza negarne l’esistenza.
La replica si concentra quindi sulla necessità di tenere insieme due aspetti: la consapevolezza di ciò che deve essere migliorato e la capacità di valorizzare gli elementi che rendono Parma riconoscibile anche fuori dai confini nazionali. Ridurre la città soltanto alle sue difficoltà sarebbe, secondo il consigliere, altrettanto limitante quanto ignorarle.
Arcidiacono sostiene infine che il patrimonio storico non possa essere considerato soltanto come una testimonianza del passato. Per trasformarlo in un’opportunità nel presente servirebbero scelte, competenze e investimenti. È su questo terreno, conclude, che l’amministrazione intende proseguire il proprio lavoro, collegando la valorizzazione delle eccellenze alla costruzione di attrattività e prospettive future.