Toscana

Nel 2027 una rete stabile di rifugi contro il caldo

Mappatura delle aree critiche e coinvolgimento di servizi sanitari e gestori energetici.

Nel 2027 il Comune di Prato punta a trasformare i rifugi climatici in un servizio stabile e organizzato, superando il modello emergenziale adottato durante l’estate. Il progetto è stato illustrato dall’assessore alla Protezione civile Gabriele Alberti nel corso di una seduta della commissione urbanistica.

Una mappa delle zone più esposte

La base del nuovo sistema sarà uno studio, proposto da una società, per realizzare una mappatura delle zone più calde della città e dei bisogni sociali della popolazione. L’obiettivo è individuare le aree maggiormente esposte e pianificare una rete di strutture capace di raggiungere anche i quartieri e le frazioni più lontani dai servizi.

Il Comune ha già avviato un confronto con Enel, considerando che le ondate di calore possono aumentare la domanda di energia e provocare disagi anche ai sottoservizi. Durante l’estate, ha riferito Alberti, alcuni quartieri sono rimasti senza elettricità. Il tavolo dovrebbe essere esteso anche all’Asl e ad altri soggetti in grado di fornire informazioni sui bisogni della popolazione.

Tra gli elementi da valutare ci sono le persone che utilizzano macchinari indispensabili al loro stato di salute e che potrebbero trovarsi in difficoltà in caso di interruzione della corrente. La raccolta di questi dati dovrebbe contribuire a definire le priorità e a organizzare interventi più mirati durante i periodi di caldo intenso.

I numeri dell’estate

Nel corso della seduta sono stati presentati anche i dati sui rifugi climatici attivati quest’estate nelle biblioteche comunali, a Palazzo Pretorio, al Centro per l’arte contemporanea Pecci, al Csn e nelle sedi delle associazioni di volontariato. Nel complesso, le presenze sono aumentate di circa 100 persone rispetto all’anno precedente.

L’incremento più consistente è stato registrato alla biblioteca Lazzerini, dove è stata aggiunta una seconda sala. Al Pecci gli utenti sono cresciuti di una decina, a Palazzo Pretorio di circa 20 e nelle sedi delle associazioni di volontariato di una quindicina. Alberti ha sottolineato che l’attivazione è stata organizzata in tempi brevi, ma ha comunque consentito a diverse persone di trovare ambienti più freschi.

Il presidente della Commissione 4, Francesco Bellandi, ha annunciato di essere in contatto con il Consorzio Lamma per ottenere dati specifici sulle temperature registrate a Prato e di voler invitare un climatologo alle prossime riunioni. Per il prossimo anno, ha indicato, sarà necessario aumentare le risorse e garantire una presenza capillare.

Accanto ai rifugi, il Comune intende intervenire anche sugli spazi urbani per contrastare le isole di calore. Tra le misure indicate figurano forestazione urbana, nuove alberature, ombreggiamento e depavimentazione. L’obiettivo è costruire una mappa delle priorità climatiche, quartiere per quartiere, con particolare attenzione ad anziani, persone fragili, cittadini che vivono soli e chi ha difficoltà negli spostamenti.