La Giunta comunale di Castiglione della Pescaia ha approvato una delibera di indirizzo per orientare il futuro Piano operativo sulla localizzazione degli impianti alimentati da fonti rinnovabili. L’obiettivo indicato dall’amministrazione è favorire la transizione energetica senza compromettere il paesaggio, le attività agricole e gli equilibri ambientali del territorio.
Il criterio prioritario riguarda l’utilizzo di superfici già urbanizzate, impermeabilizzate o degradate. Tra le aree considerate figurano i tetti degli edifici, i parcheggi, le zone industriali e commerciali dismesse, le discariche, i siti contaminati e i terreni già inseriti in contesti urbani. La scelta punta a limitare il consumo di nuovo suolo agricolo e a concentrare gli interventi in spazi che hanno già perso, in tutto o in parte, la loro funzione naturale.
La ricognizione degli immobili pubblici
Per tradurre l’indirizzo in una pianificazione concreta, il Comune ha avviato una ricognizione delle aree e degli immobili di proprietà pubblica potenzialmente utilizzabili per la produzione di energia. L’elenco comprende i parcheggi di Paoletti e Casa Mora, i magazzini comunali, i capannoni dell’area ex Paoletti, gli edifici scolastici del capoluogo, la farmacia comunale, il centro sociale di viale Tirreno, il capannone Bruna e i fabbricati degli impianti sportivi di Casa Mora.
La verifica interessa anche le frazioni, con la sede della delegazione di Punta Ala, le scuole di Buriano e Tirli, la Casa del Popolo, il Museo e la Rsa di Vetulonia. L’intenzione è costruire una mappa delle superfici disponibili, pubbliche e private, da proporre come alternativa alla realizzazione di impianti estensivi su terreni agricoli di particolare pregio.
Il caso di Pian di Rocca
Il tema si inserisce nel percorso di pianificazione già avviato con il nuovo Piano strutturale e riguarda anche i progetti agrivoltaici presentati sul territorio. Tra questi, l’amministrazione cita la proposta nella piana di Pian di Rocca, un’area considerata di rilevante valore paesaggistico, agricolo, archeologico e ambientale, dove operano aziende agricole e agrituristiche legate all’attrattività del contesto.
Secondo il Comune, un intervento di grandi dimensioni potrebbe incidere sulla percezione del paesaggio e sull’attività delle imprese presenti, con possibili conseguenze sugli investimenti già realizzati, sul valore economico dei terreni e sulle presenze turistiche. L’area si trova inoltre vicino a un sito archeologico e ai margini di una zona boscata tutelata. Per questo, nella valutazione dei progetti dovranno essere considerati anche gli effetti sulla biodiversità e sulla continuità dei corridoi ecologici tra aree agricole, boschi e habitat naturali.
La sindaca Elena Nappi ha ribadito che l’amministrazione non intende opporsi alle energie rinnovabili, ma vuole evitare che la loro diffusione comporti il sacrificio di terreni agricoli e paesaggi di pregio. L’assessore all’urbanistica Federico Mazzarello ha spiegato che il principio guida sarà utilizzare ciò che è già stato consumato, impermeabilizzato o urbanizzato, prevedendo nei nuovi strumenti urbanistici anche forme di premialità per privati e aziende agricole che investano in modo compatibile con il territorio.
La delibera mira quindi ad anticipare i processi di trasformazione attraverso la pianificazione. Il Piano strutturale indica già il potenziamento delle rinnovabili mediante soluzioni integrate, con priorità per aree degradate, parcheggi, coperture e insediamenti produttivi dismessi. Il prossimo Piano operativo dovrà definire la traduzione normativa di questi indirizzi e stabilire dove gli impianti potranno essere realizzati, conciliando produzione energetica, tutela del paesaggio e salvaguardia delle attività agricole e turistiche.