Sono soltanto tre persone al mondo a poter viaggiare all’estero senza possedere un passaporto personale: re Carlo III del Regno Unito, l’imperatore Naruhito del Giappone e l’imperatrice Masako. Si tratta di un’eccezione legata alla loro posizione istituzionale e diplomatica, non di una libertà assoluta di attraversare le frontiere senza controlli o accordi preliminari.
Nel caso del sovrano britannico, il motivo è legato alla natura stessa del documento. Il passaporto britannico viene infatti emesso a nome del Re. Carlo III, quindi, non deve possederne uno personale: sarebbe paradossale che fosse contemporaneamente il destinatario del documento e l’autorità che, attraverso quel documento, chiede agli altri Stati di consentirgli il libero passaggio.
La particolare posizione dei sovrani
La formula contenuta nei passaporti del Regno Unito chiarisce il meccanismo: il Segretario di Stato per gli Affari esteri chiede, in nome di Sua Maestà, alle autorità straniere di permettere al titolare di viaggiare senza impedimenti e di offrirgli, se necessario, assistenza e protezione. La prerogativa riguarda esclusivamente il sovrano. La regina Camilla, il principe di Galles e gli altri componenti della famiglia reale devono invece avere un documento di viaggio.
Un’analoga eccezione riguarda la coppia imperiale giapponese. Il precedente risale al 1971, quando il Ministero degli Esteri del Giappone ritenne inappropriato rilasciare un passaporto all’imperatore Hirohito in occasione di una visita all’estero. Per una figura considerata simbolo dello Stato e dell’unità nazionale, sarebbe stato ritenuto improprio applicare le normali procedure previste per un cittadino straniero, compresa la richiesta di un visto.
La prassi è rimasta valida anche per Naruhito e Masako, che dal 2019 possono compiere visite ufficiali all’estero senza un passaporto personale. Questo non significa, però, che i loro spostamenti avvengano senza formalità: i viaggi vengono organizzati attraverso i canali diplomatici e le autorità dei Paesi visitati sono informate in anticipo.
Le regole per gli altri viaggiatori
Essere re, regina, principe o principessa non consente automaticamente di viaggiare senza passaporto. L’eccezione riguarda il sovrano del Regno Unito e l’imperatore e l’imperatrice del Giappone. Gli altri membri delle due famiglie reali utilizzano normalmente documenti di viaggio, spesso diplomatici. La regola, dunque, non dipende soltanto dal rango, ma dalla specifica posizione costituzionale e diplomatica della persona.
Per tutti gli altri viaggiatori, il documento necessario dipende dalla cittadinanza e dalla destinazione. In Italia anche i neonati devono avere un documento individuale per recarsi all’estero: dal 2012 i minori non possono più essere inseriti nel passaporto dei genitori. In alcuni Paesi è sufficiente la carta d’identità valida per l’espatrio, mentre in altri è indispensabile il passaporto.
Il passaporto italiano ha una validità di tre anni per i bambini da zero a tre anni e di cinque anni per i minori tra tre e 18 anni. Per chi ha meno di 14 anni e viaggia all’estero senza almeno uno dei genitori può essere inoltre necessaria, in determinate circostanze, una dichiarazione di accompagnamento.