La Juventus trova la forza di reagire quando ormai sembrava troppo tardi. All’Allianz Stadium, proprio nei minuti finali dello scontro diretto con il Milan, è Federico Gatti a svettare più in alto di tutti nel traffico dell’area rossonera e a firmare un pareggio dal peso specifico enorme. Un gol che vale molto più di un semplice punto e che conferma una curiosa tendenza di questo inizio di stagione: a trascinare i bianconeri sono soprattutto quei giocatori che, per un motivo o per l’altro, sembravano destinati a vivere una stagione da comprimari o addirittura lontano da Torino.
Gatti, ancora lui
Il protagonista è ancora un difensore. Dopo Gleison Bremer, decisivo nella gara d’esordio a Frosinone e capace di indirizzare la Juventus verso il successo, ecco Gatti, che all’ultimo respiro evita una sconfitta pesante contro il Milan.
Una storia che ricorda anche quanto accaduto una settimana prima, sempre allo Stadium, quando erano stati Nico Gonzalez e Teun Koopmeiners a mettere la firma sul successo contro il Parma. Quattro giocatori che, per ragioni differenti, non rappresentavano necessariamente le prime scelte del progetto bianconero.
Gatti, in particolare, era finito ai margini delle gerarchie e aveva vissuto un’estate accompagnata dalle indiscrezioni di mercato. Il suo nome era stato accostato anche al Napoli di Massimiliano Allegri, ma alla fine è rimasto a Torino. E ora sta ripagando la fiducia con gol pesantissimi.
Juventus, davanti manca ancora qualcosa
Il punto conquistato contro il Milan permette a Luciano Spalletti di scacciare almeno in parte la paura. Perdere uno scontro diretto avrebbe rappresentato un problema importante, mentre il gol di Gatti consente alla Juventus di rimanere in piedi.
Ma le difficoltà offensive restano evidenti. Spalletti continua a garantire che i gol arriveranno, ma per il momento il problema è proprio quello: mancano.
Kenan Yildiz è stato costretto a fermarsi per un infortunio fastidioso e potrebbe tornare soltanto dopo la sosta di novembre. Il giovane Alajbegovic, invece, ha mostrato qualcosa soprattutto nella fase iniziale della partita, pagando poi inesperienza e qualche inevitabile pausa.
Sull’esterno c’è sempre Francisco Conceiçao, uno dei giocatori più imprevedibili della rosa e capace di accendersi in qualsiasi momento. La fortuna, però, continua a non assisterlo: dopo il palo colpito contro il Parma, è arrivato un altro legno contro il Milan. Il suo bottino resta così fermo a zero gol.
Kolo Muani deve cambiare passo
Tra i giocatori dai quali ci si aspetta di più c’è anche Randal Kolo Muani. Il centravanti francese ha partecipato molto al gioco, ha toccato numerosi palloni e ha combattuto diversi duelli, ma finora non è riuscito a lasciare il segno come ci si sarebbe aspettato.
Nelle prime tre partite della sua nuova avventura alla Juventus è apparso a tratti prevedibile e poco incisivo negli ultimi metri. Non è ancora il momento dei giudizi definitivi, ma è evidente che Kolo Muani debba accelerare.
Lo stesso Spalletti ha provato a scuoterlo durante la pausa per il caldo, abbracciandolo e cercando di trasmettergli fiducia. Un segnale chiaro: la Juventus ha bisogno anche dei suoi gol.
«Sempre io», Gatti non muore mai
Poi, quando tutto sembrava ormai deciso, è arrivato Gatti. Il difensore ha festeggiato sotto la curva lasciandosi andare a un urlo liberatorio: «Sempre io…».
E poco dopo ha spiegato il significato di quella rete: «Non muoio mai… ho una forza dentro che mi fa andare oltre ogni difficoltà o situazione, sono fatto così».
Parole che raccontano perfettamente il momento del difensore, arrivato alla sfida con il Milan con una valigia idealmente pronta per una nuova destinazione e uscito dallo Stadium da eroe.
I gol di chi doveva partire
Il paradosso della Juventus di queste prime settimane è tutto qui. Gatti, Nico Gonzalez e Koopmeinerserano giocatori che il mercato avrebbe potuto portare altrove.
Il difensore poteva raggiungere Allegri al Napoli, Nico Gonzalez era stato accostato al possibile ritorno all’Atletico Madrid di Diego Simeone, mentre Koopmeiners aveva respinto anche la possibilità di trasferirsi in Arabia Saudita.
Eppure sono proprio loro, insieme a Bremer, a rappresentare una parte importante del bottino offensivo bianconero.
Una Juventus che, almeno per ora, sembra vivere in controtendenza rispetto alle logiche del mercato: segnano soprattutto quelli che avrebbero potuto non esserci. E Gatti, con il suo colpo di testa all’ultimo respiro, ha ricordato ancora una volta quanto possa essere sottile il confine tra un giocatore in uscita e l’uomo della provvidenza.