Gli integratori alimentari vengono spesso assunti senza il consiglio di un medico o di un farmacista. Eppure estratti vegetali, vitamine e sali minerali possono avere un’azione farmacologica e interferire con i medicinali. Come spiega Luca Pasina, farmacologo e ricercatore dell’Istituto di ricerche farmacologiche Mario Negri di Milano, è quindi importante valutare sempre le possibili interazioni prima di iniziare un nuovo prodotto.
Le piante da usare con cautela
Il ginkgo biloba può aumentare il rischio di sanguinamento se associato ai Fans, come acido acetilsalicilico, ketoprofene e diclofenac. La cautela riguarda anche antiaggreganti piastrinici, tra cui la cardioaspirina, e anticoagulanti come il warfarin: il loro effetto può essere potenziato, con possibili emorragie.
Anche l’iperico, utilizzato per i disturbi dell’umore, può creare problemi. Può ridurre l’efficacia della pillola anticoncezionale e interferire con antidiabetici, ciclosporina e alcuni chemioterapici, accelerando il metabolismo dei farmaci attraverso il citocromo P450. L’associazione con digossina e antidepressivi può invece aumentare il rischio di effetti indesiderati, comprese aritmie, nervosismo, tremori, nausea e sudorazione.
La liquirizia può ridurre l’efficacia dei cortisonici e favorire una maggiore perdita di potassio, con conseguenti debolezza muscolare e aritmie. Gli integratori che la contengono vanno evitati anche insieme ai digitalici e usati con prudenza da chi soffre di pressione alta, perché possono contrastare l’azione dei farmaci antipertensivi.
Minerali e medicinali
Gli integratori di potassio, spesso combinati con il magnesio, non devono essere assunti senza controllo da chi prende alcuni antipertensivi. Diuretici risparmiatori di potassio, sartani e Ace-inibitori possono infatti favorire un accumulo del minerale nell’organismo, fino a provocare aritmie cardiache, debolezza muscolare, dolore addominale e diarrea.
Il calcio può ridurre l’assorbimento dei bifosfonati, impiegati contro l’osteoporosi, e di alcuni antibiotici, tra cui fluorochinoloni e tetracicline. L’associazione può quindi compromettere l’efficacia sia del minerale sia del medicinale. Per questo è opportuno chiedere indicazioni al medico o al farmacista sulle modalità di assunzione.
Attenzione anche al succo di pompelmo, che non è un integratore ma può aumentare l’azione di diversi farmaci. L’interazione è segnalata con statine, benzodiazepine e calcio-antagonisti e può accentuare effetti collaterali come dolori muscolari, sonnolenza e cali della pressione. Prima di associare un prodotto da banco o un rimedio vegetale a una terapia, è quindi importante comunicarlo a un professionista sanitario.