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Funghi funzionali, tra promesse, prove e cautela

Le ricerche evidenziano potenziali effetti, ma mancano conferme cliniche e servono attenzione alle interazioni con i medicinali

Reishi, Lion’s mane, Chaga e Cordyceps sono sempre più presenti nel mercato del wellness: si trovano sotto forma di integratori, bevande, barrette e alimenti arricchiti. Questi prodotti, definiti funghi funzionali, erano una nicchia e oggi rappresentano una tendenza in crescita. Secondo Tastewise, piattaforma che analizza le ricerche nel settore alimentare, Lion’s mane e Cordyceps sono tra i funghi più cercati online in Italia.

Utilizzati da millenni nella medicina tradizionale cinese, questi alimenti sono poveri di grassi e contengono fibre, vitamine, sali minerali, proteine e aminoacidi essenziali. Il loro interesse deriva soprattutto dalla presenza di composti bioattivi, tra cui beta-glucani, triterpenoidi e sostanze fenoliche. A queste molecole sono state associate oltre 130 potenziali attività biologiche, comprese azioni antiossidanti, antimicrobiche, immunomodulanti e antinfiammatorie.

Le proprietà attribuite ai funghi funzionali devono però essere interpretate con prudenza. Una parte consistente delle evidenze arriva da studi in vitro o su animali, mentre le ricerche cliniche sull’uomo sono ancora limitate. Per questo, non è possibile considerare dimostrata un’efficacia terapeutica certa, neppure nei casi in cui alcune specie siano studiate per possibili applicazioni in ambito oncologico.

Lion’s mane, Reishi e Cordyceps: che cosa indicano gli studi

Il fungo Hericium erinaceus, noto come Lion’s mane, viene proposto per memoria e concentrazione. Contiene hericenoni ed erinacine, sostanze che possono stimolare la produzione del NGF, il fattore di crescita nervoso coinvolto nella funzione e nella rigenerazione dei neuroni. Alcuni studi condotti su giovani uomini sani hanno osservato miglioramenti temporanei nella memoria, nella velocità di elaborazione delle informazioni e nella concentrazione. Non bastano però a dimostrare un effetto di prevenzione o cura per Alzheimer, Parkinson, SLA, demenze, ansia o depressione.

Il Reishi, o Ganoderma lucidum, è studiato come possibile supporto contro stress e stanchezza. Le prove disponibili non mostrano un’azione diretta e significativa sulla riduzione del cortisolo, mentre eventuali effetti potrebbero dipendere dall’interazione con sistema immunitario, infiammazione, stress ossidativo e microbiota intestinale. Il Cordyceps è invece associato alla prestazione fisica, all’energia e al recupero muscolare, ma le ricerche sono ancora limitate e non definitive.

Interazioni e attenzione alle etichette

Il consumo non è adatto a tutti. Chi assume anticoagulanti o antiaggreganti piastrinici può andare incontro a un maggiore rischio di emorragie, mentre l’azione immunostimolante dei funghi potrebbe interferire con i farmaci immunosoppressori. Cautela anche in caso di diabete, pressione bassa, problemi renali o predisposizione ai calcoli. L’uso è sconsigliato in gravidanza e durante l’allattamento, perché non ci sono studi clinici sufficienti sulla sicurezza.

Bevande e snack che contengono funghi funzionali non presentano necessariamente le stesse caratteristiche dell’alimento integro o di un integratore. Il dosaggio dell’estratto può essere basso e talvolta sostituito da semplice polvere essiccata, mentre additivi e lavorazioni industriali possono modificare la disponibilità dei composti bioattivi. Sull’etichetta è quindi utile verificare la presenza del corpo del fungo, lo sporoforo, l’origine biologica certificata, i test per i metalli pesanti e la quantità precisa di beta-glucani. Anche la dicitura “estratto”, secco, doppio o titolato, indica un prodotto diverso dalla semplice polvere di fungo essiccato.