Da 39 anni, a Pontremoli, la settimana di Vicky riunisce bambini e ragazzi negli spazi del Centro giovanile Monsignor Sismondo. L’appuntamento si svolge alla fine dell’estate e coinvolge ogni anno circa 200 partecipanti, impegnati in attività di gioco, preghiera, sport, studio e condivisione in vista della ripresa dell’anno scolastico.
Le giornate cominciano alle 10 del mattino con la preghiera e i canti, per poi proseguire con giochi e attività organizzate. Dopo il pranzo al sacco è previsto uno spazio dedicato ai compiti, seguito da insegnanti volontarie. Nel pomeriggio tornano le iniziative ricreative, tra cacce al tesoro, laboratori teatrali, gare e olimpiadi. Ogni edizione propone inoltre nuove sfide creative legate al tema scelto dagli organizzatori.
Il passaggio di responsabilità
Un ruolo centrale è svolto dagli educatori, in gran parte ex partecipanti del Centro. Dopo aver vissuto l’esperienza da bambini, molti di loro tornano a disposizione della comunità per accompagnare i più piccoli. Durante la settimana rinunciano a ferie, impegni e tempo libero, occupandosi dell’organizzazione e della gestione delle attività. La continuità tra le diverse generazioni rappresenta uno degli elementi caratterizzanti dell’iniziativa.
"Il Centro giovanile è nato con don Giuseppe Rizzi, poi è toccato a me coordinarne l’attività", racconta don Pietro Pratolongo, parroco e guida storica del progetto. Il sacerdote sottolinea il contributo di quanti, negli anni, hanno lavorato al Centro e spiega che l’attuale formula permette agli ex bambini di diventare educatori, grazie anche alla conoscenza diretta delle dinamiche dell’esperienza.
Un’alleanza tra più realtà
Secondo Martina Romiti, una delle educatrici, il valore dell’iniziativa sta nella capacità di mettere in relazione scuola, famiglia, attività sportive e comunità cristiana. "I ragazzi non possono fare da soli: vanno accompagnati, equilibrando libertà e disciplina", afferma. Tra gli obiettivi indicati ci sono anche il riconoscimento delle differenze e la costruzione di relazioni fondate sulla convivenza.
Romiti richiama infine le difficoltà che oggi interessano il volontariato e quella che definisce una crisi della gratuità. La partecipazione degli ex allievi, osserva, mostra invece come il coinvolgimento disinteressato possa diventare uno strumento educativo e rafforzare i legami all’interno della comunità. Vicky si conferma così un appuntamento nel quale il tempo libero si unisce all’accompagnamento scolastico e alla responsabilità condivisa.