Il corso di laurea in Scienze infermieristiche a Grosseto resta al centro del confronto tra istituzioni e organizzazioni sindacali. La Cgil accoglie positivamente le rassicurazioni arrivate dall’Università di Siena e dal Comune, ma invita a non considerare ancora acquisita la continuità dell’offerta formativa. Per il sindacato, il futuro del corso richiede un impegno istituzionale stabile e non limitato a singoli passaggi.
Il nodo dei nuovi spazi
A intervenire sono la segretaria della Camera del lavoro Monica Pagni e il segretario della Funzione pubblica Roberto Carletti. I rappresentanti sindacali guardano con favore alle dichiarazioni della professoressa Ottavia Spiga, delegata dell’Ateneo per il Polo universitario grossetano, sulla volontà dell’Università di continuare a investire sul territorio.
La Cgil valuta positivamente anche l’impegno dell’assessore alla Cultura Luca Agresti per la consegna dei locali di via Saffi, destinati ad accogliere gli studenti dopo gli interventi necessari per ottenere l’accreditamento. Il nuovo assetto, tuttavia, produrrebbe effetti soltanto dall’anno accademico 2027-2028. Da qui nasce la cautela del sindacato, che chiede di garantire nel frattempo la prosecuzione del percorso formativo.
Docenti e ricadute sulla sanità
Uno dei principali nodi riguarda il personale docente. Per riportare a Grosseto il cosiddetto corso universitario replica servono nove professori. La disponibilità delle risorse dipende anche dai parametri e dagli indirizzi fissati ogni anno dal Ministero dell’Università. Pagni e Carletti chiedono quindi un impegno politico e istituzionale continuativo, affinché il Ministero fornisca garanzie all’Università di Siena.
Secondo la Cgil, la questione non riguarda soltanto l’università, ma anche il futuro della sanità grossetana. Le strutture ospedaliere e territoriali della Asl Toscana sud est faticano da anni ad attrarre e trattenere professionisti, comprese le figure infermieristiche. Formare in provincia, sostengono i sindacalisti, può favorire il coinvolgimento di giovani del territorio e aumentare le possibilità che scelgano di restare anche nelle aree interne.
Il riferimento è agli ospedali di Massa Marittima, Castel del Piano, Pitigliano e Orbetello, in un contesto segnato anche dal costo della vita e dalle difficoltà negli spostamenti. Per il sindacato servono una formazione qualificata in presenza e tirocini nelle strutture locali. La conferma del corso viene indicata come una priorità per trattenere i giovani e rafforzare la disponibilità di personale sanitario sul territorio.