Il personale infermieristico del carcere delle Sughere sarebbe costretto a lavorare in condizioni di forte difficoltà. A denunciarlo è Marcella Amadio, consigliera regionale di Fratelli d’Italia, che segnala uno squilibrio tra l’aumento della popolazione detenuta e la dotazione degli operatori sanitari.
Secondo quanto riferito nella nota, la popolazione carceraria è salita a 324 detenuti dopo l’ingresso di oltre 120 persone, provenienti prevalentemente dall’istituto di Sollicciano. Si tratta, viene precisato, di detenuti con pene definitive superiori a cinque anni per reati gravi.
Organico invariato
A fronte dell’incremento delle presenze, l’organico infermieristico sarebbe rimasto fermo a 17 unità complessive. Quattro di queste risultano distaccate presso la struttura penitenziaria di Gorgona, riducendo ulteriormente il personale disponibile alle Sughere.
La carenza, secondo Amadio, obbligherebbe gli infermieri a coprire turni prolungati e particolarmente gravosi, oltre l’orario ordinario. Una situazione che, sostiene la consigliera, espone gli operatori a un crescente stress psico-fisico e potrebbe favorire un’ondata di richieste di trasferimento.
La richiesta alla Regione
Amadio chiede che non vengano lasciati soli infermieri e medici chiamati a gestire situazioni considerate ad alto rischio. Nell’interrogazione rivolta al presidente Giani e all’assessora Monni domanda quali iniziative urgenti intendano assumere nei confronti dell’Azienda USL Toscana Nord Ovest.
L’obiettivo indicato è un incremento immediato della dotazione infermieristica, così da garantire maggiore copertura del servizio e condizioni di lavoro più sostenibili. La consigliera riferisce inoltre di avere riscontrato una situazione analoga nel carcere di Porto Azzurro, visitato nei giorni precedenti, estendendo il problema anche ad altre strutture penitenziarie toscane.