In Piemonte sarebbero circa 15 mila le persone con disabilità che non ricevono cure adeguate. A indicarlo sono le associazioni dei pazienti, che chiedono un intervento sul sistema di assistenza e l’adozione di un modello già utilizzato in altre regioni.
La richiesta delle associazioni
Il punto centrale dell’appello riguarda il ricorso strutturato al sistema Dama, indicato dalle organizzazioni come uno strumento da applicare in modo più organico nell’ambito della presa in carico delle persone disabili. La richiesta è rivolta al sistema sanitario piemontese, con l’obiettivo di garantire risposte più adeguate alle necessità dei pazienti.
Secondo quanto riferito nel testo, il modello è già presente in altre realtà regionali. Le associazioni chiedono quindi che il suo utilizzo non resti limitato a singole esperienze, ma venga inserito in un’organizzazione stabile e riconoscibile dei servizi. Nel testo non vengono però specificate le strutture coinvolte né le modalità operative attraverso cui dovrebbe essere esteso.
Un tema ancora aperto
L’appello riporta al centro il tema dell’accesso alle cure per le persone con disabilità e delle difficoltà legate a una presa in carico ritenuta non adeguata. La cifra indicata dalle associazioni riguarda il territorio piemontese, ma il testo disponibile non fornisce ulteriori dati sulla distribuzione dei pazienti, sui servizi interessati o sulle eventuali risposte già arrivate dalle istituzioni.
La posizione delle associazioni è stata rilanciata il 5 settembre 2026. La proposta consiste nell’utilizzare il sistema Dama come riferimento per un nuovo modello di cura, facendo tesoro delle esperienze già avviate in altre regioni. Restano da definire, sulla base delle informazioni disponibili, tempi, risorse e responsabilità per una sua eventuale applicazione strutturata in Piemonte.