Piemonte

Scoperto un deposito di fucili d’assalto nella boscaglia

Tre punti di scavo hanno restituito armi e munizioni nell’ambito di un’inchiesta bergamasca.

Un deposito di armi da guerra è stato individuato nella boscaglia di Oleggio Castello, in provincia di Novara, dai carabinieri impegnati in un’indagine coordinata dalla Procura di Bergamo. L’inchiesta ha portato complessivamente al fermo di quattro persone ed è partita dagli accertamenti sulla sparatoria avvenuta il 21 giugno 2026 all’impianto sportivo Aquamore di Seriate, nel contesto della contesa per il controllo delle piazze di spaccio nei boschi.

Secondo la ricostruzione dei militari, al centro della vicenda ci sarebbero due bande rivali, guidate da un 29enne di origine marocchina noto come Botros e da un connazionale di 27 anni. Agli indagati vengono contestati, tra gli altri episodi, una spedizione punitiva avvenuta il 15 giugno a San Paolo d’Argon e l’agguato del 21 giugno a Seriate. Una prima fase dell’attività investigativa si è conclusa il 29 agosto con il blitz del Gis a Vigevano, dove Botros e un complice di 27 anni sono stati bloccati mentre tentavano di allontanarsi lanciandosi da una finestra.

Il pedinamento fino al Novarese

Gli sviluppi successivi hanno riguardato il territorio novarese nella mattina del 31 agosto. I carabinieri della sezione operativa di Bergamo hanno seguito da Arluno fino a Oleggio Castello altri due componenti del gruppo: un uomo di 23 anni e un complice di 21 anni, entrambi nati in Marocco e senza fissa dimora. Gli investigatori ritengono che i due si siano spostati dopo aver saputo che un primo nascondiglio di armi, situato nel Milanese, era stato individuato, per verificare il materiale custodito in un secondo punto.

L’automobile è stata seguita fino alla zona boschiva nei pressi di via Comignago. I due sospettati sono rimasti nel sottobosco per circa novanta minuti, quindi sono usciti dall’area e hanno raggiunto Oleggio. I militari li hanno infine bloccati all’interno di un fast food, dando esecuzione al provvedimento di fermo emesso dalla magistratura bergamasca. Un terzo uomo è riuscito a fuggire a piedi ed è tuttora ricercato.

Il materiale sequestrato

Per le ricerche sono intervenuti gli specialisti dello squadrone eliportato carabinieri cacciatori Sicilia, da Varese, insieme alle unità cinofile di Casatenovo. Le attività nel sottobosco hanno permesso di individuare tre punti di scavo, nei quali era stato nascosto il secondo arsenale attribuito al gruppo.

Il sequestro comprende un fucile d’assalto tipo Kalashnikov AKS 74 con 30 proiettili calibro 7,62×39 millimetri, un fucile d’assalto tipo Kalashnikov SAD-58 con 29 proiettili dello stesso calibro e un fucile d’assalto modello AR-15 con 49 proiettili calibro 223 Remington. Il materiale è stato inviato al Ris di Parma per gli accertamenti balistici e dattiloscopici. I quattro fermati sono stati condotti nel carcere di Bergamo e successivamente trasferiti in altri istituti penitenziari, per evitare contatti tra appartenenti ai gruppi rivali. Le indagini proseguono.