Si sono concluse nella mattinata di sabato 5 settembre le ricerche di Lucio Zambonini, il 63enne di cui non si avevano più notizie da giovedì 3 settembre. Il corpo senza vita dell’uomo è stato individuato dalle squadre impegnate nelle operazioni a circa duemila metri di altitudine.
L’allarme dopo il mancato rientro
Zambonini era uscito di casa giovedì con l’intenzione di andare a pescare lungo il rio Mondelli, in Valle Anzasca. Il mancato rientro ha insospettito i familiari e il fratello ha lanciato l’allarme, facendo partire le ricerche nella zona.
La famiglia aveva inoltre diffuso un appello attraverso i social per contribuire a raccogliere informazioni utili al ritrovamento. Le attività di perlustrazione hanno coinvolto il soccorso alpino, la guardia di finanza e i vigili del fuoco, con l’impiego di droni ed elicotteri.
Da chiarire la dinamica
Il ritrovamento del corpo ha segnato il tragico epilogo delle operazioni avviate dopo la scomparsa. Al momento restano da chiarire le cause del decesso e la dinamica di quanto accaduto. Gli elementi disponibili non consentono ancora di stabilire in quali circostanze l’uomo abbia perso la vita.
Le ricerche si sono concentrate nell’area montana raggiungibile dagli operatori impegnati nell’intervento. L’individuazione a quota elevata ha permesso di concludere le perlustrazioni, mentre gli accertamenti dovranno ricostruire gli ultimi momenti di Zambonini e verificare l’eventuale presenza di fattori legati all’ambiente o a un incidente.