Emilia-Romagna

Ducati, timori sul futuro dopo il piano di risanamento Volkswagen

La Regione chiede un confronto con il governo, mentre l’ad Claudio Domenicali esclude ricadute occupazionali immediate.

Il piano di risanamento del gruppo Volkswagen riaccende i timori sul futuro della Ducati, controllata dal colosso tedesco attraverso Audi. Il programma approvato dal consiglio di sorveglianza prevede un taglio complessivo di 100mila posti di lavoro e una riduzione delle partecipazioni societarie. In questo quadro, la casa motociclistica di Borgo Panigale potrebbe rientrare, almeno secondo un’ipotesi ancora priva di conferme, tra gli asset da cedere in tutto o in parte.

La richiesta della Regione

Le indiscrezioni hanno spinto il presidente dell’Emilia-Romagna Michele de Pascale a chiedere un intervento del governo. In una lettera inviata al ministro delle Imprese e del Made in Italy Alfonso Urso, il presidente regionale ha sollecitato l’apertura di un confronto per tutelare la Ducati Motor Holding e i suoi lavoratori. L’iniziativa arriva mentre la città si prepara alle celebrazioni per il centenario della casa motociclistica, un appuntamento che coinvolge il territorio e che, per ora, non risulta messo in discussione dalle notizie sul riassetto del gruppo tedesco.

De Pascale ha definito necessario un interessamento tempestivo delle istituzioni italiane, considerato che la riorganizzazione di Volkswagen è stata avviata formalmente. La Regione, ha sottolineato, è pronta a collaborare per affrontare la situazione. La richiesta nasce dalla possibilità che il gruppo valuti la cessione di alcune partecipazioni per alleggerire il proprio portafoglio, anche se al momento non risultano decisioni definitive sulla Ducati.

Le rassicurazioni dell’amministratore delegato

L’amministratore delegato Claudio Domenicali ha ridimensionato i timori legati a possibili conseguenze immediate. Secondo il manager, il piano Volkswagen riguarda la valutazione complessiva delle partecipazioni e non comporta ricadute occupazionali sulla Ducati, che opera in modo indipendente e attraversa una fase positiva. Domenicali ha inoltre osservato che non sono state assunte decisioni finali sulle eventuali dismissioni e che, in questa fase, ogni valutazione sul futuro della proprietà sarebbe prematura.

Per quanto riguarda l’attività industriale, l’amministratore delegato ha spiegato che le scelte della Ducati dipenderanno soprattutto dall’andamento del mercato motociclistico, oggi considerato complesso, e dalla capacità dell’azienda di mantenere l’attrattività dei propri prodotti. Anche eventuali nuove assunzioni saranno quindi valutate in base alle esigenze della casa di Borgo Panigale e alle condizioni del mercato, non direttamente in relazione al piano di riorganizzazione annunciato da Volkswagen.