Seval ha inaugurato nella sede di Colico, in provincia di Lecco, un impianto destinato al trattamento delle batterie agli ioni di litio. L’avvio della struttura rappresenta la prima tappa di un piano industriale da oltre 30 milioni di euro, finanziato in parte attraverso risorse del Pnrr.
Il progetto comprende anche un secondo polo a Balvano, nel Potentino. L’impianto lucano è stato completato ed è in attesa del collaudo. Le due strutture avranno una capacità di trattamento di 15mila tonnellate di batterie all’anno ciascuna, per un totale potenziale di 30mila tonnellate.
Il processo per ottenere la black mass
Negli impianti sarà utilizzata la tecnologia Duesenfeld, che non prevede un trattamento termico. Le batterie saranno scaricate, inertizzate e macinate per ottenere la cosiddetta black mass, una polvere catodica contenente litio, cobalto e nichel.
Questi materiali, classificati tra le materie prime critiche, potranno essere successivamente recuperati e reimmessi nei processi produttivi. L’obiettivo è sviluppare una piattaforma dedicata al riciclo delle batterie agli ioni di litio, presenti in numerosi dispositivi dell’elettronica di consumo e nelle auto elettriche.
La crescita della filiera
Seval opera da circa vent’anni nel trattamento delle pile. L’azienda conta oggi 500 collaboratori e nove stabilimenti produttivi, con un fatturato di circa 130 milioni di euro. La capacità complessiva di trattamento è pari a 180mila tonnellate di rifiuti l’anno, soprattutto apparecchiature elettriche ed elettroniche.
Secondo quanto riportato in una nota, la società punta a diventare uno dei principali produttori europei di black mass. Le batterie al litio sono considerate il segmento in maggiore crescita tra quelli trattati dall’azienda, anche per la diffusione dei veicoli elettrici e dei dispositivi elettronici.
All’inaugurazione di Colico ha partecipato anche il ministro dell’Ambiente Gilberto Pichetto Fratin. La filiera del recupero delle materie prime critiche è considerata strategica in vista di una maggiore autonomia tecnologica ed energetica. Il Critical Raw Materials Act europeo indica, entro il 2030, l’obiettivo di coprire con il riciclo dei rifiuti almeno il 25% del consumo annuo di materie prime critiche dell’Unione europea.